Democrazia Sovrana Popolare denuncia: "Degrado cittadino a Reggio Calabria, incompetenza o scelte mirate?"

Autore Giorgia Rieto | ven, 27 giu 2025 11:25 | Reggio-Calabria Cantieri

La denuncia a firma di Giuseppe Modafferi 

Un elenco di cantieri interminabili, alberi secolari abbattuti, opere pubbliche lasciate al degrado o realizzate con discutibili scelte progettuali. È il contenuto della dura denuncia firmata da Giuseppe Modafferi, Coordinatore Regionale Calabria del movimento politico Democrazia Sovrana Popolare, che in una nota indirizzata alla cittadinanza si chiede se lo stato di degrado urbano di Reggio sia frutto di «pericolosa incompetenza» o di «altro che sfugge alla umana ragione».

Nella comunicazione ufficiale, Modafferi elenca sei casi concreti che a suo avviso dimostrano la mancanza di visione e la scarsa cura della città:

1. Il Ponticello Calopinace, simbolo di immobilismo e rinvii: un ponte di soli 30 metri bloccato da sei anni, con costi continui per i cittadini e nessuna responsabilità politica o tecnica chiarita.

2. I lavori sul Lungomare, dal Monumento ai Caduti alla Villa Comunale, definiti «un cantiere di cosmesi» aperto da oltre un anno che ha ridotto il traffico a una sola corsia per senso di marcia, tolto parcheggi e creato disagi anche al servizio di trasporto pubblico.

3. La ristrutturazione dell’ex Cinema Orchidea, sempre sulla via Marina alta, che ha comportato la quasi totale demolizione dell’edificio: la posa dei nuovi pilastri fa ipotizzare spazi interni piccoli e poco funzionali per una «casa della cultura» che avrebbe invece bisogno di grandi ambienti.

4. Il taglio di alberi secolari in particolare pini nell’area davanti all’INPS sulla via Marina, effettuato – secondo quanto segnalato – senza le necessarie autorizzazioni regionali. Modafferi denuncia la contraddizione di un’amministrazione che «si proclama green» ma attua interventi che peggiorano il decoro urbano e la vivibilità.

5. La strada per i Fortini di Pentimele, che dopo un anno di lavori rimane in condizioni «da mulattiera», rendendo inaccessibile un sito sul quale erano stati già spesi 3 milioni di euro e che oggi rischia il totale abbandono.

6. Il tapis roulant urbano, definito «un gioiellino» ora lasciato in stato di abbandono, trasformato in ricettacolo di rifiuti.

Nella sua nota, Giuseppe Modafferi non risparmia critiche anche agli organi di controllo che, secondo lui, «non fanno chiarezza» sui tanti casi di spreco, disservizio e degrado:

> «Come mai non intervengono? È una forma di cortesia istituzionale o c’è altro che sfugge alla comprensione?» – si legge nel documento.

Infine, l’appello ai cittadini e alle istituzioni:

> «Questo degrado alimenta un crescente clima di sfiducia verso la politica e le istituzioni. Occorre intervenire e dare risposte ai reggini, che non sono cittadini di serie B rispetto ad altri amministrati in forma più decorosa».


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