"Morte agli alberi!". L'indiscriminato taglio di fusti arborei

Autore Antonio Spina | dom, 29 giu 2025 11:00 | Segnalazione Alberi Reggiocalabria

A Reggio Calabria e dintorni si tagliano alberi senza giusta causa

*Di Alessandro Gioffrè d'Ambra

Inspiegabilmente a Reggio e dintorni si tagliano alberi. L'anno scorso il taglio dei pini al Castello, considerati dal Comune 'pericolanti': a quanto pare una persona qualunque invia una denuncia di possibile pericolo di crollo di un albero e il Comune manda prontamente una squadra ad abbattere gli alberi. La risposta che il Comune mi diede, in sede di incontro con le associazioni, fu proprio che il taglio voleva evitare rischi per l'incolumità dei passanti.

Per evitare il crollo dell'albero esiste una tecnica semplicissima che consiste nell'apporre un sostegno appoggiato a terra che regga il tronco o il ramo in questione; a Marrakesh, per citare una città turistica che tiene al verde pur essendo ubicata in zona desertica (o forse proprio per questo), come sostegni si utilizzano dei tronchi di palma, che qui abbiamo in gran numero per via della strage da Punteruolo Rosso: sono naturali, resistenti e non essendo troppo rigidi, come invece sarebbe uno metallico, si accomodano sia all'albero vivo che al terreno.

Recentemente l'abbattimento a tappeto - e nottetempo - dei pini siti in località Porticello, poco distante da Cannitello, con l'assurda scusa della messa in sicurezza dell'alveo del torrente che passa da lì e sfocia nella vicina spiaggia, meta estiva di bagnanti locali. Come risaputo, qua e in tutti i luoghi del mondo dove ho avuto modo di toccare l'argomento, le radici degli alberi, trattenendo il terreno e assorbendo l'acqua, hanno l'effetto di controllare il rischio idrogeologico. Pensare di abbattere alberi per evitare un rischio di smottamento è un'idea per la quale non trovo aggettivi che non siano offensivi. L'abbattimento, avvenuto durante la notte e con asportazione totale dei resti - mentre in genere si impiegano mesi per una qualunque anche minima opera pubblica - fa capire che l'amministrazione di Villa San Giovanni fosse cosciente del gesto.

Altro abbattimento recente ha riguardato i pini della frangia orto-botanico del Lungomare, in corrispondenza delle antiche Mura, fatto inspiegabile e che può suscitare solo epiteti ingiuriosi nei confronti dei responsabili.

Sabato 28 Giugno, si abbattono gli alberi in zona Ospedale, in viale Europa, dopo che il presidente della Consulta per l'Assetto e il Territorio (consulte istituite ma non consultate, è proprio il caso di dire) aveva richiesto appuntamento in merito alla questione ed i responsabili dell'Amministrazione si erano letteralmente defilati. La scusa, solita, è quella della messa in sicurezza di strada, aiuole e marciapiedi. Dobbiamo dunque aspettarci che nei lavori di rifacimento dei passaggi pedonali del Lungomare si abbattano i Ficus monumentali?

Al momento di mettere in sicurezza un marciapiede non vanno abbattuti gli alberi: vanno riprogettate strada e aiuola in modo da dare all'albero lo spazio che serve; non è colpa di questo se l'amministrazione di una cinquantina d'anni fa piantò una specie non adatta alle ridotte dimensioni di quell'aiuola.

Tutto ciò senza dimenticare gli abbattimenti degli ultimi anni, come quelli dell'alberatura della strada che collega il viale Genoese-Zerbi al Porto o gli alberi di piazza De Nava. Fortunatamente salvati in extremis i Ficus di piazza Duomo.

Vorrei ricordare che senza piante gli esseri umani non esistono; non è che potremmo condurre una vita chissà dove o come, da romanzo di fantascienza; senza gli organismi vegetali non esisterebbe cibo per noi animali, il che poco importerebbe dal momento che saremmo morti prima di avere i morsi della fame, per mancanza di ossigeno.

Dopo esserci ricordati di questo particolare possiamo considerare i vari benefici, dal punto di vista del ciclo dell'acqua, della presenza di fauna avicola e terricola, dell'ombreggiatura, dell'azione di mitigazione della temperatura cittadina (di per sé soggetta a sbalzi per via di strade ed edifici), dell'azione di trattenimento dell'acqua piovana (che a Reggio assume importanza, dal momento che in presenza di forti piogge le strade si trasformano in ruscelli), dell'effetto di mitigazione dell'inquinamento acustico, dell'importanza sociale, dell'importanza storica e monumentale.

Oltre a ciò ribadisco che l'Albero è un essere vivente e senziente come lo siamo noi. Vi sono fior di studi, effettuati tra la metà del XVIII e la fine del XX secolo in vari paesi del mondo (tra cui si distaccano Stati Uniti e Russia - ma una delle recenti pubblicazioni in merito è stata redatta intorno al 2015 da un ricercatore calabrese) riguardo capacità e abilità dei vegetali, da noi poco comprese in quanto diverse dal nostro modo animale di concepire l'organismo e interagire con l'ambiente.

Al ragionamento secondo cui dobbiamo valutare la questione dal punto di vista tecnico e non emotivo rispondo: seguendo questa logica dovremmo considerare le persone anziane in ospedale tecnicamente poco utili - in fondo si tratta di pensionati - e dunque passibili di abbattimento.

Per la filosofia secondo la quale gli alberi eliminati possano essere sostituiti con altri di pari produzione di ossigeno dobbiamo considerare che un albero dell'età di 50, 70, 90 anni ha impiegato questo tempo per raggiungere quelle dimensioni e quella quantità di fogliame, oltre ad essere ormai parte della storia del luogo in cui è stato piantato; quanta vita cittadina ha 'visto' e quanta ne avrebbe ancora veduto se non fosse stato ucciso...Il calcolo della quantità di anidride carbonica trasformata in ossigeno è ovviamente complicato, oltre a dipendere da molteplici fattori e possiamo solo farne una stima vaga: non si può pretendere di comparare quanto ossigeno ci regala in un giorno quello specifico albero abbattuto con quanto ne produrranno una serie di alberelli (quanti? 30, 50, 100?) piantumati in sostituzione, con tutto il rispetto che ho per questi.

Ma la risposta che mi risulta più spontanea ad un'idea del genere è che, utilizzando lo stesso criterio, potremmo abbattere tutte le persone di una certa categoria (chi più alto di 185cm, ad esempio, come me) e sostituirle con un numero di neonati che consumi un'equivalente quantità di calorie. Non amo etichettare le ideologie; una corrente di pensiero del genere fa solamente paura.

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