All'esito dell'incontro cui ha preso parte il segretario regionale del Nicola Irto
"Le Destre sul Ponte hanno sbagliato tutto, stanno degradando il territorio, sottraendo risorse e futuro. Lo ha detto chiaro Nicola Irto. Il segretario regionale PD ha compiuto un'analisi sulle criticità, sulla carenza anche della politica regionale, sullo sviluppo sostenibile e, in questo quadro, il Ponte di Salvini emerge per quello che è un pericolosissimo azzardo" - riferisce in una nota stampa il Circolo Pd "Tonino Giordano" di Villa San Giovanni.
"Lo ha chiarito bene anche Barbara Panetta, coordinatrice delle donne democratiche reggine, la 106. Il collegamento tra area ionica e tirrenica della nostra provincia, la galleria della Limina, il binario unico, sono i nostri veri problemi da risolvere con le infrastrutture necessarie. Su questo dovremmo concentrare le nostre forze e abbandonare l'illusione politica di Salvini che, come un tappo, pesa sul nostro sviluppo" - viene affermato nella nota.
"Non ha dubbi Peppe Panetta, segretario metropolitano del partito democratico: il Ponte è contro i dati scientifici, i documenti davvero oggettivi, è contro le speranza di riscatto di un territorio vitale che le Destre stanno condannando all'irrilevanza e il PD lotterà con tutte le sue forze per modificare questa agenda umiliante. Dall'osservatorio messinese Armando Hyerace, segretario provinciale del PD, ci ha raccontato di Torre Faro, di Ganzirri, di una Città tutta bloccata, inchiodata dal Ponte. Senza programmazione di sviluppo autonomo, senza certezze, condannata al mito della Grande Opera quasi per destino, per la pervicace volontà politica dei nemici dello Stretto e dei suoi territori".
"Hyerace ha assicurato ai villesi l'apporto politico e organizzativo dei democratici di Messina, solo uniti si potrà affermare la verità.
Antonio Morabito, dirigente democratico avviato ad un impegno di vertice nel PD Calabria, ha delineato quanto fatto finora dalla federazione reggina da lui guidata negli ultimi anni, con un impegno costante per lo Stretto e le sue infrastrutture. Ha affermato la centralità di Villa e i diritti dei cittadini a fronte della sottrazione di risorse economiche che si accompagna alla realizzazione del Ponte: non importa a nessuno di finire l'opera, serve solo iniziare, devastare, incamerare, capitalizzare l'arroganza politica legata a questa accelerazione. I Democratici debbono continuare ad operare analisi e interventi in questo senso: l'unico interesse in campo deve essere quello comune, di tutti" - prosegue la nota.
Per la società civile villese è intervenuta Rossella Bulsei: "i sentimenti degli espropriandi, le ragioni della battaglia di civiltà della gente comune, il senso stesso del valore di cittadinanza, il coraggio di chi non si svende e non di fa comprare, sono stati al centro di un intervento appassionato che arricchisce la politica, ne schiude il significato vivo, concreto, vitale, pulsante".
Ha chiuso i lavori Peppe Provenzano, vicino da anni al circolo PD Tonino Giordano di Villa San Giovanni e allo Stretto: "un siciliano, un meridionalista progressista che da Ministro per il Sud ha saputo battersi - tra i pochi allora - per le Infrastrutture davvero indispensabili per la nostra terra, per un attraversamento dinamico dello Stretto green e sostenibile, per una 106 sicura, per i fondi di coesione e di sviluppo di Calabria e Sicilia oggi svuotati da Salvini per il Ponte. Provenzano ha assicurato un impegno specifico: da deputato e membro dell'assise porterà la questione Ponte in commissione antimafia".
"Sono troppi i segnali relativi agli interessi illeciti in gioco, troppo evidente il rischio di un accordo criminale per accaparrarsi i fondi a disposizione. Occorre vigilare, intervenire, prevenire. C'è tanto lavoro da fare - ha detto Provenzano -, ancora tanta la gente da coinvolgere e persuadere, nulla è perduto se società civile e politica diventano una cosa sola per il bene Comune. Non c'è spazio per ambiguità e distinguo: il Partito Democratico è con Villa, con Reggio, con Messina.
Il Ponte no, ci è estraneo, non serve, è minaccioso. E tutti lo hanno ben compreso di fronte alla bellezza del tramonto sullo Stretto "libero" che ha concluso l'incontro politico del tre luglio a Cannitello.
E domani si ricomincia!"- conclude la nota.