Dure prese di posizione di Fratelli d'Italia e del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati della città dello Stretto
Alcuni cartelli che invitano a votare "No" all'ormai imminente referendum sulla giustizia sono stati affissi all'interno dei locali del Tribunale di Reggio Calabria. I roll up - sulla scorta di una foto pubblicata dalla pagina facebook nazionale di Fratelli d'Italia - sarebbero installati in spazi comuni frequentati da personale amministrativo, avvocati e cittadini.
La presenza di materiale con un chiaro messaggio politico in un luogo istituzionale come un tribunale ha immediatamente sollevato interrogativi sull’opportunità e sulla legittimità dell’iniziativa. Tant'è che il gesto ha scatenato proteste e dure prese di posizione.
"Il Tribunale di Reggio Calabria - si legge in un post pubblicato sulla pagina nazionale di Fratelli d'Italia - si è schierato ospitando nei propri spazi cartelloni che invitano a votare No. Un fatto grave: pur di difendere le proprie ragioni, si finisce per trasformare un luogo che dovrebbe essere di tutti in uno spazio che calpesta pluralismo, buonsenso e soprattutto quel principio di imparzialità che è fondamento della giustizia. Chi ha a cuore il Sì difende esattamente ciò che i sostenitori del no stanno svilendo: l’equilibrio, la responsabilità, la terzietà della magistratura. La giustizia è di tutti, mai di una sola parte".
Non si è fatta attendere anche la protesta del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria che in una nota esprime "la più ferma stigmatizzazione per l'esposizione, avvenuta nella mattinata odierna presso i locali del Tribunale di Reggio Calabria d i sei pannelli d i considerevoli dimensioni che propagandano, davanti all'ingresso delle singole aule d i udienza, l e ragioni del comitato per il "no" a l referendum sulla riforma dell'ordinamento giudiziario. Il Palazzo di Giustizia e i suoi locali non sono - e non possono diventare - teatro della politica e della competizione elettorale o referendaria. L'esposizione d i cotanta cartellonistica all'interno degli uffici giudiziari costituisce una violazione manifesta del principio di terzietà e imparzialità che deve caratterizzare i luoghi della giustizia, trasformando uno spazio istituzionale deputato all'esercizio della giurisdizione i n un luogo di propaganda politica".