Volantini diffamatori contro due dipendenti, l’Annunziata denuncia: “Atto vile e sessista”

Autore Redazione Web | sab, 28 feb 2026 16:30 | Calabria Cosenza Annunziata Volantini-Sessisti

Resta ora da chiarire chi abbia materialmente prodotto e diffuso i volantini e con quali finalità

Volantini offensivi e diffamatori contro due dipendenti dell’ospedale. Un gesto definito «ignobile» e «di violenza sessista» che ha scosso la comunità sanitaria e aperto un fronte che ora si sposta sul piano giudiziario.

A prendere posizione, con una nota dai toni durissimi diffusa e rilanciata anche dall’ANSA, è stata la Direzione strategica insieme al Collegio di direzione e all’intera comunità dell’Ospedale Annunziata. La condanna è «ferma e senza ambiguità» nei confronti di chi ha prodotto e diffuso il materiale.

Secondo quanto si legge nella nota, non si tratterebbe di semplici provocazioni ma di «intimidazioni, violenza privata e aggressione pubblica», azioni per le quali – viene sottolineato – «gli autori risponderanno davanti all’autorità giudiziaria penale». Parole che delineano una linea chiara: nessuna sottovalutazione dell’accaduto e piena volontà di procedere sul piano legale.

Il documento parla esplicitamente di «atto di violenza sessista che colpisce la dignità di tutte le donne e non solo di quelle prese a bersaglio», ampliando così il perimetro della vicenda oltre il singolo episodio e collocandolo in un contesto più ampio di tutela della dignità femminile nei luoghi di lavoro.

«Chi ha prodotto e diffuso materiale deve essere chiamato per nome: violento, codardo, persecutore», si legge ancora. Un passaggio che evidenzia la gravità attribuita al gesto e la volontà di non derubricarlo a fatto isolato o goliardico. «Noi stiamo dalla parte delle donne. Con loro, accanto a loro. Contro chi ha pensato di poterle esporre alla gogna».

La Direzione annuncia inoltre che si attiverà «affinché l’autorità giudiziaria possa, in breve tempo, fare piena luce su quanto accaduto». Un chiaro riferimento all’apertura di un fascicolo che potrebbe configurare ipotesi di reato legate alla diffamazione e alla violenza privata, oltre ad eventuali aggravanti connesse alla discriminazione di genere.

Nella parte conclusiva della nota, l’Annunziata ribadisce la propria posizione: «Sceglie il rispetto, sceglie la legalità, sceglie di difendere sempre la dignità ancor più se, in pericolo, è quella delle donne. Ogni forma di violenza sessista, fisica o simbolica, è incompatibile con i valori di un’istituzione pubblica e con la missione stessa di luogo di cura».

Resta ora da chiarire chi abbia materialmente prodotto e diffuso i volantini e con quali finalità. Un episodio che, oltre al possibile rilievo penale, pone interrogativi sul clima interno e sulla necessità di rafforzare strumenti di prevenzione e tutela nei contesti pubblici. Le indagini dovranno stabilire responsabilità e contorni di una vicenda che ha già segnato profondamente la comunità ospedaliera.

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