Polemica sui roll-up esposti negli uffici giudiziari, Greco: "I nostri manifesti non profanano il Tribunale, ma difendono la Costituzione"

Autore Grazia Candido | dom, 01 mar 2026 09:36 | Magistrato-Greco Referendum Pannelli Tribunale-Rc

Il magistrato risponde alle critiche del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati


Il magistrato Chiara Greco, in servizio presso la Procura di Reggio Calabria e componente del “Comitato Giusto dire No”, è intervenuta tramite un video sulla sua pagina Facebook per chiarire la polemica scoppiata in merito all’affissione di manifesti informativi nel Tribunale di Reggio Calabria.

I manifesti, alti circa due metri e autosufficienti grazie a strutture apposite, riportano i 10 motivi per cui il Comitato ritiene necessario votare “No” alla riforma della giustizia, secondo quanto indicato nella campagna pubblicitaria del Comitato Referendario.

“Questi punti sono già presenti nei nostri volantini e sui social network, con post dedicati che spiegano le ragioni della nostra posizione” - ha spiegato il magistrato.

I roll-up erano stati realizzati con fondi del Comitato, completamente autosufficiente e destinati agli eventi pubblici del Comitato stesso. Tra un evento e l’altro, si è deciso di metterli a disposizione della cittadinanza, in particolare di chi frequenta gli uffici giudiziari, tra cui la Procura e il Tribunale di Reggio Calabria.

“Abbiamo chiesto e ottenuto l’autorizzazione sia dal Procuratore della Repubblica sia dalla Presidente del Tribunale per affiggere i manifesti”- ha sottolineato Chiara Greco -. In Procura, i manifesti sono stati posizionati al sesto piano del Palazzo Cedir, mentre al Tribunale sono stati esposti al piano terra, tra le aule di udienza”.

La reazione del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati non si è fatta attendere, con critiche dure e accuse di aver profanato un “luogo sacro” come il Tribunale con idee politiche. Il magistrato ha respinto tali accuse, definendole “del tutto infondate”.

“Il contraddittorio è rispettato: in Tribunale sono già affissi manifesti delle Camere Penali con motivi per votare alla riforma, semplicemente più piccoli. La nostra scelta di manifesti più grandi non altera il diritto al pluralismo delle idee” - ha aggiunto Greco.

Secondo il magistrato, la battaglia promossa dal Comitato non è politica, ma riguarda la tutela della Costituzione e la corretta applicazione della giustizia: “Affiggere manifesti con le nostre ragioni nel Tribunale non è profanare un luogo sacro, ma vivere la giustizia a tutto tondo”.

Infine, Chiara Greco ha espresso apertura al dialogo con le altre realtà forensi: “Se le Camere Penali o il Consiglio dell’Ordine volessero esporre manifesti più grandi per il Sì, l’autorizzazione sarebbe concessa nello stesso modo. Ci farebbe piacere poter condividere gli spazi con loro”.


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