Studenti italiani bloccati a Dubai, la rabbia dei genitori: “Lasciati soli, scesi più volte nei bunker”

Autore Redazione Web | lun, 02 mar 2026 10:54 | Dubai Studenti-Catanzaro Calabria

Il gruppo si trovava negli Emirati Arabi Uniti per partecipare al progetto formativo 

Momenti di tensione e paura per un gruppo di studenti italiani rimasti bloccati a Dubai a causa degli attacchi che hanno colpito il Paese. Tra loro anche una 17enne di Catanzaro, studentessa del liceo classico, impegnata in un progetto di simulazione diplomatica organizzato dall'associazione WSC Italia.

A raccontare la situazione è la madre della ragazza, che esprime forte preoccupazione e rabbia per quanto sta accadendo. "I ragazzi sono lasciati a loro stessi, anche per mangiare. Stanotte sono scesi più volte nei bunker e anche la loro tenuta psicologica sta cominciando a venire meno. Il ministro Crosetto è stato fatto rientrare. Loro sono ancora là", ha dichiarato all'ANSA.

Il gruppo si trovava negli Emirati Arabi Uniti per partecipare al progetto formativo quando, sabato scorso, arrivato in aeroporto, ha appreso dell'impossibilità di partire a causa degli attacchi. In un primo momento gli studenti sono stati sistemati in alberghi vicini allo scalo, per poi rientrare nell'hotel dove avevano trascorso la settimana di studio.

“Mia figlia è in un albergo del centro – racconta la donna – e quando è stata colpita dal Burj Al Arab, alcuni detriti del razzo sono caduti anche vicino a dove stanno loro”.

La notte particolarmente appena trascorsa è stata difficile. "Insieme ai compagni è scesa più volte nei bunker dell'hotel. Adesso stava dormendo. Sono arrabbiata perché nessuno della Farnesina mi ha contattato. I ragazzi hanno ricevuto la visita del console italiano, ma dopo si sono dovuti arrangiare da soli".

Secondo quanto riferito dalla madre, l'albergo non fornirebbe pasti e gli studenti sarebbero costretti a ordinare cibo tramite consegna, sostenendo spese non previste. "Alcuni hanno anche finito i soldi, visto che dovevano rientrare sabato scorso, e si stanno aiutando tra loro. All'inizio il loro umore era complessivamente buono, ma adesso - mi ha raccontato mia figlia - qualcuno sta iniziando a cedere psicologicamente. Hanno paura".

La situazione resta in evoluzione, mentre le famiglie attendono aggiornamenti ufficiali e un piano per il rientro in sicurezza dei ragazzi.

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