Fondi pubblici e agricoltura nel mirino: “In Calabria contributi usati come sostentamento anomalo”

Autore Redazione Web | ven, 06 mar 2026 10:32 | Fondi Agricoltura

Il fenomeno presenta anche connessioni con contesti criminali

In Calabria l’indebita percezione dei contributi pubblici, in particolare quelli destinati al settore agricolo, rappresenta una delle criticità più evidenti emerse dall’attività di controllo della magistratura contabile. A sottolinearlo è stato il procuratore facente funzioni della Corte dei Conti della Calabria, Giovanni Di Pietro, a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei conti.

Secondo quanto evidenziato dal magistrato, i finanziamenti pubblici – spesso provenienti da fondi europei – in diversi casi sarebbero diventati “un mezzo di sostentamento anomalo” per soggetti che non ne avrebbero titolo.

“Si può evidenziare – ha dichiarato Di Pietro – una specificità nell’indebita percezione dei contributi pubblici, soprattutto quelli agricoli. Sono divenuti nell’economia calabrese un mezzo di sostentamento anomalo, a vantaggio di soggetti che non avrebbero titolo e che li utilizzano come forma di sostentamento”.

Il fenomeno, ha spiegato il procuratore, non riguarda soltanto l’uso illecito delle risorse pubbliche, ma presenta anche connessioni con contesti criminali. “Si tratta a volte anche di soggetti con rapporti, da noi accertati, con la criminalità organizzata”, ha aggiunto.

Tra i settori maggiormente attenzionati dalla Corte dei conti figura anche la sanità, dove continuano a emergere numerose irregolarità e situazioni di illegittimità. In particolare, l’attenzione si concentra sui danni erariali derivanti da reati penali commessi da dipendenti pubblici.

“È sempre ricorrente – ha spiegato Di Pietro – l’evidenza di numerose irregolarità che riguardano vari settori. I danni conseguenti ai reati penali commessi da dipendenti pubblici riguardano, ad esempio, lo svolgimento di attività extraistituzionali in assenza di autorizzazione, una situazione che coinvolge molto spesso anche medici e personale sanitario”.

Il procuratore ha poi rimarcato come la gran parte dei finanziamenti indebitamente percepiti abbia origine nei fondi europei, un aspetto che rende il fenomeno ancora più delicato per le ricadute sull’economia regionale.

“Resta sempre un’emergenza – ha concluso – anche perché, oltre alla rilevanza del fenomeno criminoso e al danno erariale, c’è la sottrazione di risorse a soggetti che potrebbero operare in maniera regolare. Si provoca quindi un danno all’economia sana della regione, che non ha più a disposizione queste risorse”.

Una situazione che, secondo la magistratura contabile, evidenzia la necessità di rafforzare i controlli e tutelare l’utilizzo corretto dei fondi pubblici, affinché possano realmente sostenere lo sviluppo del territorio e delle imprese oneste.

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