Dopo la recente
aggressione ai danni del medico
Matteo Galletta, arriva la presa di posizione dell’ex direttore di U.O.C Gastroenterologia e Endoscopia digestiva
Filippo Bova che ha prestato servizio fino a poche settimane fa presso il
Grande Ospedale Metropolitano Bianchi-Melacrino-Morelli (GOM).
Il
dottore Bova ha voluto innanzitutto esprimere
solidarietà e vicinanza al collega e al suo team, sottolineando la professionalità e la dedizione del personale sanitario.
“Conosco il dottor Galletta e i suoi collaboratori che conosco per professionalità,
abnegazione e senso di appartenenza al GOM – afferma Bova -. Parlo di
professionisti che, giornalmente, mettono il paziente al centro della loro attività e che, certamente, meritano rispetto e non essere oggetto di intemperanze”.
L’
ex primario, che ha lavorato nella struttura ospedaliera fino a circa un mese fa, richiama poi l’attenzione su un tema cruciale: la sicurezza del personale sanitario. Secondo Bova, è necessario rafforzare i
controlli sugli accessi alla struttura ospedaliera attraverso una disciplina più rigorosa per
visitatori e utenti.
“Mi permetto di suggerire maggiore attenzione alla sicurezza di tutto il personale – aggiunge – attraverso una rigorosa disciplina dell’accesso dei visitatori e degli
utenti alla struttura ospedaliera”.
Nella sua
riflessione, Bova mette inoltre in evidenza un problema strutturale della sanità provinciale. L’ospedale, infatti, si troverebbe spesso a sopperire alle carenze dei servizi sanitari territoriali.
Molti cittadini, spiega l’ex primario, finiscono per rivolgersi direttamente all’
ospedale proprio a causa della mancanza o dell’insufficienza di presidi locali. Questo
fenomeno porta inevitabilmente a un forte afflusso di pazienti e accompagnatori, con il risultato di creare situazioni di sovraffollamento che aumentano tensioni e difficoltà nella gestione quotidiana dell’attività sanitaria.
Bova ha voluto inoltre sottolineare il valore delle professionalità presenti all’interno del
GOM, evidenziando come la struttura non abbia nulla da invidiare ad altri
presidi ospedalieri nazionali.
“Ogni giorno, la comunità può contare su tanti validi professionisti e il nostro
nosocomio non ha nulla di meno rispetto ad altre realtà ospedaliere del Paese – conclude il dottore Bova-. Le eventuali carenze che si registrano fanno parte di criticità che oggi interessano molte strutture sanitarie, anche nel
Nord Italia. Chi cura e assiste i pazienti merita fiducia e tutela, non aggressioni”.
Un quadro che, secondo Bova, rende ancora più urgente rafforzare sia la
sicurezza nelle strutture ospedaliere sia la
rete sanitaria sul territorio, per alleggerire la pressione sugli ospedali e garantire condizioni di
lavoro più sicure per medici e operatori sanitari.