Tra le criticità evidenziate vi è anche la decisione di non procedere più con la cantierizzazione a lotti
Preoccupazioni e richieste di chiarimento sul progetto di riqualificazione del Parco “Angelina Cartella” di Gallico Marina. A sollevarle è il CSOA “Angelina Cartella” che, insieme alla comunità di Gallico, a tecnici e ad alcune associazioni reggine, denuncia il mancato coinvolgimento nel percorso di coprogettazione annunciato dall’Amministrazione comunale ormai oltre due anni fa.
Secondo quanto riferito dal collettivo, l’impegno di istituire un tavolo di confronto con il territorio non si sarebbe mai concretizzato, nonostante le ripetute sollecitazioni e le rassicurazioni informali ricevute nel tempo da parte dei responsabili di settore. Nel frattempo, l’iter procedurale del progetto sembrerebbe essere arrivato alla fase di avvio dei lavori.
L’obiettivo del tavolo di coprogettazione, spiegano dal CSOA, era quello di adattare il progetto alle esigenze del territorio e di chi vive quotidianamente il Parco, uno spazio che negli anni è diventato punto di riferimento per attività sociali, culturali e ricreative.
Tra le criticità evidenziate vi è anche la decisione di non procedere più con la cantierizzazione a lotti, prevista invece nel progetto definitivo. Il collettivo afferma di aver appreso solo lunedì 2 marzo che, dopo la prima metà del mese, il Parco verrà chiuso completamente al pubblico per tutta la durata dei lavori.
Una scelta che, secondo il CSOA e le realtà coinvolte, impedirebbe lo svolgimento delle numerose attività che animano l’area e priverebbe il quartiere di uno spazio considerato strategico anche dal punto di vista della sicurezza. Il Parco, infatti, è indicato come Area di Attesa per la popolazione in caso di calamità.
Per discutere pubblicamente del progetto e delle criticità evidenziate, il CSOA “Angelina Cartella” ha convocato un’assemblea pubblica per venerdì 13 marzo alle ore 18, presso la sede del centro sociale. L’incontro sarà aperto alla cittadinanza e servirà, spiegano gli organizzatori, per fare chiarezza sui punti ritenuti più opachi del progetto e valutare eventuali azioni collettive volte a garantire una fruizione sicura e libera del Parco.