In Calabria 42mila imprese femminili: quasi un quarto del tessuto imprenditoriale, ma restano divari nel lavoro

Autore Redazione Web | dom, 08 mar 2026 10:15 | Lavoro Donne Imprese Calabria Dati

I dati dell’Osservatorio Mpi di Confartigianato in occasione della Giornata internazionale della donna

L’imprenditoria femminile rappresenta quasi un quarto del tessuto imprenditoriale calabrese. Alla fine del 2025 risultano 42.669 imprese guidate da donne, pari al 23,6% del totale delle imprese calabresi.

Tra queste 5.784 sono imprese artigiane, che rappresentano il 18,5% dell'artigianato regionale e il 13,6% delle imprese femminili complessive. È il quadro che emerge dall'analisi dell'Osservatorio Mpi di Confartigianato Imprese Calabria in occasione della Giornata internazionale della donna.
"Una parte rilevante di queste attività - prosegue l'analisi - è guidata da nuove generazioni e da imprenditrici straniere.
Le imprese artigiane femminili condotte da donne under 35 sono 875 (15,1%), mentre 516 sono guidate da imprenditrici straniere (8,9%). I settori in cui la presenza femminile è più forte sono i servizi alla persona, che concentrano oltre la metà delle imprese artigiane femminili, seguiti da ristorazione, produzione alimentare e abbigliamento".
Sul piano dell'istruzione Confartigianato rileva come "le donne calabresi mostrino risultati migliori rispetto agli uomini. Tra i 25 e i 64 anni il 63,9% delle donne possiede almeno un diploma, contro il 59% degli uomini, mentre tra i 25 e i 34 anni le laureate sono il 31,5% rispetto al 21,8% dei coetanei maschi. Anche il passaggio dalla scuola all'università risulta più elevato tra le donne".
"Nonostante questi risultati - mette in guardia lo studio - permangono alcune criticità rilevanti. Restano elevati i livelli di Neet, ovvero giovani che non studiano e non lavorano, e persistono difficoltà legate alle competenze digitali e alla partecipazione al mercato del lavoro. Inoltre, anche negli ambiti in cui le donne registrano risultati migliori rispetto agli uomini, il confronto con la media nazionale evidenzia un ritardo significativo. La quota di diplomate è infatti inferiore di oltre 5 punti percentuali rispetto al dato italiano, mentre quella delle laureate è più bassa di circa 7 punti. Anche la partecipazione alla formazione continua risulta più contenuta e la quota di giovani che abbandonano precocemente gli studi rimane superiore alla media nazionale".
"Particolarmente significativa - conclude l'analisi - è la distanza relativa alla partecipazione al mercato del lavoro: il tasso di mancata partecipazione femminile in Calabria supera di oltre 22 punti percentuali la media italiana, evidenziando una delle principali criticità strutturali del sistema economico regionale".


Aggiornamenti e notizie