Il Cardinale Gennaro Portanova: l’arcivescovo che sognava una Facoltà Teologica a Reggio Calabria

Autore Redazione Web | mar, 10 mar 2026 15:06 | Cardinale-Portanova Reggio-Calabria

Il Cardinale Portanova morì il 25 aprile 1908 all’età di 62 anni, poco prima di celebrare la Messa

Si è svolto il quarto Incontro Formativo del Club Serra di Reggio Calabria, dedicato alla memoria del Cardinale Gennaro Portanova, arcivescovo metropolita di Reggio Calabria dal 1888 al 1908.

Dopo i saluti della presidente del Serra Club, Anna Nucera, del rettore del Seminario Arcivescovile Pio XI, don Simone Gatto, e del decano mons. Antonino Denisi, presidente onorario della Deputazione di Storia Patria della Calabria, il moderatore Giuseppe Livoti ha ceduto la parola al relatore dott. Alfredo Focà, già ordinario di Storia della Medicina all’Università Magna Grecia di Catanzaro. Il tema dell’incontro: “Il Cardinale Portanova Arcivescovo Metropolita di Reggio Calabria dal 1888 al 1908”.

Gennaro Portanova nacque a Napoli l’11 ottobre 1845 da Camillo Portanova, medico chirurgo, e Mariangela Califano. Dopo gli studi presso il collegio dei Gesuiti, fu ordinato presbitero a 23 anni dal cardinale Sisto Riario Sforza. Apprezzato filosofo e studioso, entrò a far parte dell’Accademia Napoletana di San Tommaso d’Aquino e dell’Accademia Filosofico-Medica di Bologna.

Papa Leone XIII lo nominò vescovo titolare di Rosis di Siria e, dopo il sisma nell’isola di Schia, divenne vescovo titolare. Il 16 marzo 1888 fu nominato arcivescovo di Reggio Calabria e nel giugno 1899 ricevette la porpora cardinalizia. Un riconoscimento che il Papa volle estendere anche alla Calabria, regione a cui Portanova era profondamente legato.

Durante la sua relazione, il dott. Focà ha ricordato l’attenzione del Portanova verso presbiteri e seminaristi, che insegnava personalmente. È stato sottolineato il cosiddetto “Metodo Portanova”, capace di ottenere risultati straordinari senza mai alzare la voce, con tatto e carisma.

Tra i primati del suo episcopato:

  • L’unificazione dei Seminari calabresi, con l’idea di creare un unico Seminario Regionale a Villa San Giovanni, dando vita all’Accademia Teologia Calabrese.

  • La realizzazione del Primo Congresso Cattolico della Calabria nel 1893, che stimolò l’impegno dei laici.

  • Il riordino della Biblioteca del Seminario a proprie spese e la fondazione di istituzioni di beneficenza, tra cui l’Istituto delle Figlie di Maria Immacolata a Catona e il ricovero per anziani.

  • L’erezione di opere artistiche come il plesso monumentale del Pergamo e il monumento di Gesù Redentore a Montalto, opere dello scultore Francesco Jerace.

  • L’introduzione della devozione della Madonna Buon Consiglio e la costruzione della Chiesa a Ravagnese.

Particolarmente rilevante fu il suo impegno durante il terremoto del 1905 tra Cosenza e Nicotera, quando Portanova intervenne a favore delle popolazioni colpite e degli orfani, contrastando denigrazioni ingiustificate della Calabria da parte di giornalisti del Nord Italia. Grazie al suo intervento furono creati diversi orfanotrofi nella regione, inclusi quelli a Reggio sulla Collina degli Angeli.

Il Cardinale Portanova morì il 25 aprile 1908 all’età di 62 anni, poco prima di celebrare la Messa. Qualche mese prima della sua morte, scrisse una lettera profetica all’amico d’infanzia Nicola Gigliotta, esprimendo i suoi pensieri sulla vita eterna e sul destino della città, colpita pochi mesi dopo dal devastante terremoto del 28 dicembre 1908 che distrusse Reggio e Messina.

Un incontro che ha restituito ai partecipanti la figura di un pastore illuminato, attento alla cultura, alla fede e al benessere del popolo calabrese, capace di coniugare spiritualità, impegno sociale e amore per la propria terra.



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