Le attività ispettive dovranno accertare eventuali criticità nella gestione dell’ente
Il Prefetto di Reggio Calabria ha disposto l’insediamento della Commissione d’accesso agli atti presso il Comune di Gioia Tauro, nell’ambito delle verifiche previste per accertare la regolarità dell’attività amministrativa dell’ente.
A comunicarlo è stata direttamente il sindaco Simona Scarcella attraverso un messaggio video diffuso sui social, con il quale ha informato i cittadini dell’avvio della procedura.
“Cari cittadini faccio questo video per darvi una notizia brutta: questa mattina il Prefetto di Reggio Calabria ha disposto che al Comune di Gioia Tauro si insedi la Commissione di accesso per verificare la regolarità dei nostri atti amministrativi. Una procedura che purtroppo è stata utilizzata in tantissimi comuni, anche vicini come Rosarno, Villa San Giovanni e Reggio Calabria stessa, e che ha prodotto effetti nefasti per le conseguenze di scioglimenti che, a distanza di anni, si sono dimostrati una bolla di sapone”.
Il primo cittadino ha poi ribadito la propria serenità rispetto all’operato dell’amministrazione: “Noi siamo sereni perché sappiamo come abbiamo amministrato in questi due anni, perché abbiamo dimostrato con i fatti la nostra linea, a differenza di chi ci ha preceduto”.
Cos’è la Commissione d’accesso antimafia e come funzionaLa Commissione d’accesso è uno strumento previsto dall’articolo 143 del Testo Unico degli Enti Locali (d.lgs. 267/2000), utilizzato per verificare eventuali infiltrazioni o condizionamenti della criminalità organizzata all’interno delle amministrazioni comunali.
Il Prefetto competente per territorio può disporre accertamenti e nominare una Commissione d’indagine composta da tre funzionari della pubblica amministrazione, incaricata di svolgere verifiche su atti, uffici e funzionamento dell’ente.
Le attività ispettive devono concludersi entro tre mesi, prorogabili una sola volta per ulteriori tre mesi. Al termine, la Commissione trasmette le proprie conclusioni al Prefetto.
Se emergono elementi tali da far ritenere sussistenti condizionamenti da parte della criminalità organizzata, si può arrivare alla proposta di scioglimento del Consiglio comunale e alla nomina di una Commissione prefettizia, che gestisce l’ente per 18 mesi, prorogabili fino a 24.
In caso contrario, se non emergono i presupposti previsti dalla legge, il procedimento si chiude senza ulteriori conseguenze.