A lezione di riprese televisive e fotogiornalismo con Albano Angilletta

Autore Redazione Web | sab, 11 apr 2026 09:50 | Zaleuco Incontro Studenti Angiletta

All’Aula Magna del Liceo “Zaleuco”, gli studenti del giornale scolastico incontrano un professionista del settore

Un incontro che ha cambiato il modo di vedere le riprese e le immagini giornalistiche, quello tenutosi nell’Aula Magna “Costantino Dardi” del Liceo Scientifico “Zaleuco, plesso del Polo Liceale “Zaleuco - Oliveti - Panetta - Zanotti”, guidato dalla Dirigente Carmela Rita Serafino, dove i ragazzi del Giornale “La Voce del Polo” hanno ascoltato Albano Angilletta, esperto di lungo corso in fotogiornalismo con diverse editorie, operatore  di riprese con ReggioTV e di evento calcistici, anche della Nazionale, responsabile Area Audiovisiva in Diocesi (Ufficio Comunicazioni Sociali). Angilletta, con parole semplici e alla portata dei ragazzi, è riuscito a guidarli in una breve e dettagliata storia della fotografia, all’inizio supportata in maniera rudimentale, fissando immagini su lastre metalliche o carta, sensibilizzate chimicamente, esposte alla luce per tempi lunghi, tramite camera oscura, ed infine rendendole permanenti, immergendole in una soluzione di tiosolfato di sodio, eliminando l’argento non esposto. Siamo nella prima metà dell’Ottocento e ci vorrà più di un secolo e mezzo per arrivare ad avere la prima fotocamera compatta.

Le aziende fotografiche, in seguito, hanno continuato a perfezionare le loro produzioni, migliorando gli strumenti, ma anche la definizione e la sensibilità delle pellicole, con una qualità sempre alta delle immagini, con una forte riduzione dei tempi di sviluppo e di stampa. Nell’epoca moderna e contemporanea si è giunti ad un perfezionamento tecnologico di strumenti sempre più evoluti, nel campo dell’ottica e della fisica, capaci di creare  immagini ad altissima definizione, manipolabili in quasi tutti i loro aspetti, grazie a programmi di photo editing. Senza dimenticare che grazie alle foto digitali si sono abbassati notevolmente i costi di stampa.

E con l’avvento di internet anche i servizi di stampa delle foto online hanno iniziato a prendere piede, permettendo così a tutti di poter scegliere cosa stampare in che formato e inviando il materiale alla stampa in tempo reale.. E’ chiaro, ha sottolineato Angilletta, che bisogna sapere cosa fotografare dell’evento, perché una semplice foto può esprimere la centralità di ciò che è accaduto. In particolare, il fotogiornalismo deve seguire tre criteri: 1) la foto deve essere in allineamento con il testo scritto, ed è per questo che i fotogiornalisti devono avere strumenti superiori e più veloci rispetto agli altri giornalisti; 2) la foto non deve essere manipolata; 3)la foto deve esprimere una sua narrazione.

Nel corso del tempo è cambiata la modalità di invio di immagini alla Stampa, partendo  dal “belinografo”, che funzionava come un fax, ma per trasmettere immagini solo e rigorosamente in bianco e nero. Bisognerà arrivare alla fine degli anni ‘60 e ‘70 per avere le foto a colori. Il fotogiornalismo entra in crisi negli anni ‘70 con il diffondersi della televisione, la quale rende i servizi più interessanti attraverso i filmati, ma rimanendo sempre la parte più interessante del giornalismo. Inoltre, ha messo in evidenza Angilletta, che le immagini del fotogiornalismo sono coperte da copyright, quindi nel giornale vi è il nome del fotoreporter o dell’agenzia, e la riproduzione di quelle foto è vietata se non esplicitamente concessa dal fotoreporter o dall’agenzia. Da mettere in risalto, anche, le foto scattate durante una partita di calcio, che variano dalle 500 alle 1000 foto, ma anche molto di più, per partite di un certo rilievo. Questo avviene grazie alla modalità “a raffica”, per immortalare azioni rapide.

La selezione finale per la pubblicazione è solitamente molto ristretta rispetto agli scatti totali. Dopo questo excursus, Angilletta è passato a parlare delle sue esperienze come operatore di riprese, sia di eventi sociali e culturali che calcistici. Nella storia delle riprese televisive si è passati da telecamere che richiedevano enormi quantità di luce e studi fissi, a dispositivi compatti capaci di riprendere in ogni condizione, offrendo immagini con una risoluzione e una nitidezza impensabili all’epoca del debutto televisivo, e non si parla solo di telecamere, ma anche di riprese effettuate con cellulari con ottima risoluzione.

Ovviamente le riprese possono essere fatte da un singolo operatore o da un troupe, composta da: regista, direttore della fotografia, elettricisti/gaffer, macchinisti, scenografi, truccatori/costumisti e un direttore di produzione.  La dimensione della troupe varia notevolmente in base al budget e al tipo di produzione. Per le riprese durante eventi calcistici, ciò implica un processo complesso che coinvolge tecnologie avanzate e un team numeroso per garantire una copertura totale dell’evento, solitamente guidato da un “camera plan” prestabilito.Dopodichè Angilletta è passato a degli esempi concreti di come ci si organizza per riprendere eventi sul nostro territorio: fare un sopralluogo, capire chi intervistare, tra le personalità presenti: se c’è il giornalista a fare le domande è bene, altrimenti anche il videomaker può improvvisarsi giornalista.

I ragazzi, al termine, hanno posto diverse domande di approfondimento, segno che l’incontro è stato efficace e ha fatto comprendere il lavoro che ci vuole dietro tutte quelle immagini, che continuano ad affascinarci da sempre. “Una foto non si scatta, si crea” (Ansel Adams)




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