Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, il direttore Sacchetti: “Siamo parte lesa, basta narrazioni superficiali”

Autore Redazione Web | lun, 20 apr 2026 11:15 | Accademia-Di-Belle-Arti Opere-Contraffatte Sacchetti Reggio Calabria

Opere contraffatte e polemiche: la posizione dell’Istituzione tra responsabilità e tutela




Riportare il dibattito su un piano di responsabilità e correttezza, evitando semplificazioni e giudizi affrettati. È questa la posizione espressa da Piero Sacchetti, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, in merito alle notizie diffuse da diversi quotidiani sulle indagini della Procura della Repubblica di Reggio Calabria.

Secondo quanto emerge dagli atti, l’inchiesta avrebbe fatto luce su un sistema organizzato di produzione e diffusione seriale di opere contraffatte, accompagnate da documentazione costruita per apparire autentica, con l’obiettivo di ingannare operatori del settore e contesti espositivi.

In questo quadro, l’Accademia, sottolinea Sacchetti, ha operato come ogni istituzione culturale, basandosi sulle certificazioni e sulle garanzie fornite dai soggetti prestatori e dal curatore della mostra. “È bene ricordare che l’Accademia non dispone, né potrebbe disporre, degli strumenti tecnico-scientifici necessari per verificare in autonomia l’autenticità delle opere, attività che compete a esperti, fondazioni e organismi accreditati”.

Un punto centrale della vicenda riguarda proprio il ruolo dell’Istituzione, che il direttore definisce senza esitazioni “parte lesa”. L’iniziativa espositiva, infatti, era stata promossa coinvolgendo più realtà del territorio con l’obiettivo di diffondere cultura, creare momenti di confronto e offrire alla comunità un’esperienza artistica di valore.

Sacchetti richiama inoltre la complessità del tema, ricordando come la storia dell’arte sia costellata di errori di attribuzione che hanno coinvolto studiosi e istituzioni di primo piano a livello internazionale. Un elemento che impone cautela nelle valutazioni e nel racconto pubblico dei fatti.

Non manca, poi, un passaggio critico rispetto al clima che si è sviluppato attorno alla vicenda. “Accanto a una corretta informazione si registra una narrazione superficiale, alimentata in alcuni casi da interventi sui social che sembrano rispondere più al desiderio di gettare discredito sull’Istituzione che a quello di chiarire i fatti”.

Il direttore ribadisce infine la natura e la missione dell’Accademia: un ente che non persegue finalità di lucro, ma che opera esclusivamente per la promozione della cultura e la crescita del territorio. Da qui l’impegno a proseguire nel proprio lavoro con trasparenza, senso delle istituzioni e rigore.

“Il confronto è sempre legittimo ma non lo sono i giudizi sommari e le ricostruzioni approssimative, che nulla hanno a che vedere con il rigore che il mondo della cultura richiede”.


Aggiornamenti e notizie