Via Marina Bassa tra degrado e abbandono: staccionate divelte e stabilimenti distrutti deturpano il lungomare

Autore Redazione Web | sab, 25 apr 2026 14:15 | Reggio-Calabria Via-Marina

Un’area lasciata a metà, dove il tempo sembra essersi fermato al momento del danno

Con l’arrivo delle belle giornate e l’avvicinarsi dell’estate, la via Marina Bassa dovrebbe rappresentare uno dei luoghi più frequentati e vissuti della città: passeggiate, turismo, affacci sul mare e spazi verdi capaci di accogliere cittadini e visitatori.

E invece, il quadro che si presenta oggi è ben diverso e decisamente poco decoroso.

La zona appare in condizioni di evidente abbandono, anche a causa di ciò che resta dei vecchi stabilimenti balneari, pesantemente danneggiati dalle forti mareggiate e dal maltempo che nei mesi scorsi ha colpito il litorale (ricordato da molti come l’“uragano Harry”). Strutture rimaste a metà, detriti, materiali divelti e segni evidenti di un intervento di ripristino mai completato contribuiscono a restituire un’immagine di degrado difficile da ignorare.

A peggiorare ulteriormente la situazione ci sono staccionate divelte e lasciate a terra, sparse in più punti senza alcun ordine o intervento di rimozione, come se fossero state abbandonate al loro destino. Lo stesso vale per le sedute: alcune risultano spostate, altre danneggiate, altre ancora collocate in modo casuale all’interno di quelle che dovrebbero essere aiuole verdi.

Il risultato è un’area che perde completamente la sua funzione originaria di spazio pubblico curato e accogliente, trasformandosi in un insieme disordinato di elementi rotti e trascurati.

Una situazione che, con l’aumento delle temperature e il ritorno della cittadinanza lungo la costa, diventa ancora più evidente e difficilmente giustificabile. La via Marina Bassa, infatti, rappresenta uno dei biglietti da visita della città e proprio per questo meriterebbe maggiore attenzione, manutenzione costante e interventi rapidi di riqualificazione.

Oggi, invece, il messaggio che passa è quello di un’area lasciata a metà, dove il tempo sembra essersi fermato al momento del danno, senza che sia seguito un reale percorso di recupero.

Un segnale che interroga inevitabilmente sullo stato della manutenzione urbana e sulla necessità di restituire dignità a uno dei luoghi più simbolici del fronte mare cittadino.

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