Reggio Calabria, torna la giornata di studi sul periodo napoleonico: ventitreesima edizione del “5 maggio”

Autore Redazione Web | gio, 30 apr 2026 13:24 | Napoleone Reggio-Calabria Cinque-Maggio

L’edizione di quest’anno vedrà la partecipazione della ricercatrice toscana Elena Pierotti e di Gianni Aiello, presidente delle due co-associazioni organizzatrici

Giunge alla ventitreesima edizione la giornata di studi dedicata al periodo napoleonico, denominata “5 maggio”, appuntamento ormai consolidato nel panorama culturale reggino. L’iniziativa è promossa dal Circolo Culturale “L’Agorà” e dal Centro Studi “Gioacchino e Napoleone”, con l’obiettivo di approfondire e riportare l’attenzione su uno dei periodi storici più complessi e trasformativi per il Mezzogiorno.

L’edizione di quest’anno vedrà la partecipazione della ricercatrice toscana Elena Pierotti e di Gianni Aiello, presidente delle due co-associazioni organizzatrici. La giornata di studi si inserisce nel solco di una tradizione culturale che, da oltre vent’anni, analizza il cosiddetto “Decennio francese”, definito dallo storico Umberto Caldora come una fase di profonde trasformazioni sociali, economiche e istituzionali nel Regno di Napoli.

Durante il periodo compreso tra il 1806 e il 1815, il Mezzogiorno fu guidato prima da Giuseppe Bonaparte (1806-1808) e successivamente da Gioacchino Murat, che proseguì il processo di modernizzazione dello Stato avviato in epoca napoleonica. Tra i principali interventi dell’epoca si ricordano l’eversione della feudalità, la riorganizzazione amministrativa del territorio in 14 province e la nascita di un nuovo apparato governativo centrale, elementi che segnarono un cambiamento profondo nella struttura sociale e politica del Regno.

Il programma della giornata prevede anche l’intervento di Gianni Aiello, che tratterà il tema “Il ruolo del calabrese Giuseppe Raffaelli nel Regno di Napoli”. Figura di rilievo dell’epoca, Raffaelli ricoprì incarichi di primo piano: membro della commissione feudale, presidente della commissione per la redazione del codice penale e componente della commissione per la nomina dei magistrati. A lui si deve inoltre una traduzione del Codice civile napoleonico per il Regno di Napoli e la successiva nomina a cavaliere del Reale Ordine delle Due Sicilie nel 1808.

Con la sua attività, Raffaelli contribuì al processo di modernizzazione giuridica e amministrativa avviato in quegli anni, culminato anche nella sua nomina a primo procuratore generale della Corte di cassazione di Napoli.

La conversazione e gli approfondimenti della ventitreesima edizione del “5 maggio” saranno resi disponibili sulle principali piattaforme social a partire da martedì 5 maggio, proseguendo così la missione divulgativa delle due realtà culturali reggine nel valorizzare la storia del Mezzogiorno e il suo legame con il periodo napoleonico.

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