Scilla si ferma, il ciclismo accende lo Stretto

Autore Redazione Web | sab, 02 maggio 2026 08:18 | Atleti Scilla Sport Ciclismo

150 atleti per il Trofeo che unisce sport, memoria e territorio


Domenica 3 maggio, il territorio dello Stretto si prepara a vivere una giornata che va oltre il semplice evento sportivo. Il 24º Trofeo Città di Scilla, valido anche come terzo Memorial Lina Bueti”, rappresenta uno di quegli appuntamenti in cui fatica, passione e memoria si fondono, trasformando una gara in qualcosa di più profondo.

La manifestazione, organizzata dall’ASD Cicli Jiriti, si inserisce nel calendario ufficiale del campionato regionale UISP, di cui costituisce la terza prova stagionale. Circa 150 atleti si daranno battaglia lungo le strade dello Stretto, arrivando da Calabria e Sicilia, con presenze anche da Campania e Basilicata. Non solo numeri, ma storie, sacrifici, allenamenti sotto la pioggia, chilometri macinati in silenzio.

Perché il ciclismo, più di altri sport, è questo: resistenza, disciplina, testa e cuore. Non esistono scorciatoie. Ogni salita affrontata, ogni scatto, ogni metro guadagnato racconta qualcosa di chi pedala. Il percorso è stato pensato per esaltare tutto questo. Attraverserà le strade di Villa San Giovanni, Piale, Scilla, Favazzina e Bagnara Calabra, unendo mare e colline, panorami e fatica. Un tracciato che non è solo tecnico, ma anche emotivo, capace di mettere alla prova gambe e carattere.

Dietro ogni evento come questo c’è però molto di più della competizione. C’è una comunità che si muove, che si organizza, che collabora. E c’è anche il rispetto verso chi vive quei luoghi ogni giorno. Per questo l’organizzazione ha voluto, con grande correttezza, chiedere comprensione ai cittadini per i piccoli disagi legati alla temporanea chiusura di alcune strade.

A sottolineare l’importanza della manifestazione è anche il presidente regionale ciclismo, Diego Quattrone, che ha espresso soddisfazione per la crescita e la diffusione di queste attività. Segnale che il movimento non è fermo, ma vive grazie alla passione di chi ogni giorno investe tempo ed energie.

Sulla stessa linea la presidentessa dell’ASD Cicli Jiriti, orgogliosa per essere riuscita a organizzare l’evento, ma anche consapevole della responsabilità verso il territorio. Le sue parole di scuse anticipate per eventuali disagi non sono una formalità: sono il segno di uno sport che non impone, ma dialoga.

Il Memorial “Lina Bueti” aggiunge poi un significato ancora più profondo. Non è solo un nome, ma un ricordo che continua a vivere attraverso lo sport. Ogni pedalata diventa così anche un gesto di memoria, un modo per trasformare l’assenza in presenza. E c’è un elemento che spesso resta invisibile, ma che è in realtà il vero motore di tutto questo: i volontari.

Sono loro a garantire sicurezza lungo il percorso, a coordinare la logistica, a presidiare gli incroci, a rendere possibile ogni singolo dettaglio. Senza il loro impegno, il loro tempo e la loro passione, eventi come questo semplicemente non esisterebbero. È grazie a loro se lo sport diventa comunità.

E alla fine, al di là della classifica, resterà questo: il sudore condiviso, gli sguardi tra atleti, l’applauso della gente, il rumore delle ruote sull’asfalto.

Perché domenica 3 maggio non si correrà soltanto per vincere. Si correrà per sentire qualcosa. In un tempo dominato dalla tecnologia, tornare a vivere uno spettacolo vero e muscolare, fatto di sudore e sacrificio, è forse la forma più autentica di emozione.


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