Reggio Calabria, i candidati sindaco convergono sulla partecipazione civica: sì a nuove circoscrizioni e presidi territoriali

Autore Redazione Web | mar, 05 maggio 2026 14:31 | Candidati-Sindaco Reggio Calabria

Il confronto si è svolto nell’ambito di un incontro promosso dalla rete Dèmos

C’è un punto di incontro, raro ma significativo, nel dibattito politico in vista delle elezioni comunali di Reggio Calabria: la necessità di rafforzare la partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa.

Tre candidati sindaco presenti: Mimmo Battaglia per il centrosinistra, Eduardo Lamberti Castronuovo per il Polo civico “Cultura è legalità” e Saverio Pazzano, si sono detti sostanzialmente d’accordo sull’idea di avviare una rete di sinergie territoriali e una governance partecipata.

Il confronto si è svolto nell’ambito di un incontro promosso dalla rete Dèmos, durante il quale è stato presentato un documento che punta a rafforzare il legame tra cittadini e istituzioni. Assente il candidato del centrodestra Francesco Cannizzaro.

La proposta: partecipazione dal basso e nuove circoscrizioni

Al centro del dibattito, l’istituzione di un assessorato al decentramento e alla partecipazione civica e la creazione di “presìdi di partecipazione civica circoscrizionale” all’interno delle future cinque circoscrizioni cittadine.

L’obiettivo è chiaro: affiancare alla democrazia rappresentativa strumenti concreti di coinvolgimento diretto, capaci di migliorare la qualità della vita e ridurre la distanza tra cittadini e pubblica amministrazione.

Le posizioni dei candidati

Per Battaglia si tratta di un’iniziativa “lodevolissima”:
“Più cittadini e più esperienze si contaminano con la gestione della politica, meglio la politica assolve il suo ruolo”.

Sulla stessa linea Lamberti Castronuovo, che sottolinea come il principio sia già alla base di una buona amministrazione:
“Il sindaco e la giunta non sono i padroni della città. Lo sono i cittadini. A loro va riconosciuta capacità decisionale”.
Secondo il candidato civico, la proposta contribuirebbe ad abbattere quel “muro” esistente tra istituzioni e comunità.

Più netta la posizione di Pazzano, che definisce la partecipazione un elemento imprescindibile:
“La democrazia, se non è partecipata e paritaria, non tiene dentro la Costituzione. È una proposta non solo accoglibile, ma necessaria”.

Il candidato del movimento “La Strada” ha inoltre evidenziato come il problema dello scollamento tra cittadini e pubblica amministrazione non dipenda dalla mancanza di regole:
“I regolamenti esistono, ma circa il 70% resta sulla carta”.

Verso un nuovo modello amministrativo?

Il documento presentato da Dèmos propone una collaborazione strutturata tra cittadini e istituzioni, con l’obiettivo di costruire una governance più aperta, inclusiva e radicata nei territori.

Un tema che, almeno su questo fronte, sembra unire sensibilità politiche diverse e che potrebbe rappresentare uno degli assi centrali della prossima amministrazione comunale.

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