L’ex garante regionale della Salute Stanganelli: “Se confermato, è discriminazione inaccettabile”
Una storia che solleva interrogativi profondi su diritti, inclusione e dignità arriva da Reggio Calabria, dove una giovane mamma originaria di Palmi denuncia gravi difficoltà nel trovare un’abitazione per sé e per il figlio Gabriele, 10 anni, affetto da disturbo dello spettro autistico.
A riportare l’attenzione sul caso è stata l’ex Garante regionale della Salute, Anna Maria Stanganelli, che già in passato aveva seguito la vicenda del bambino.
“Parliamo di una situazione incresciosa – afferma –. Gabriele è stato uno dei ‘capitani dei diritti’ per il nostro ufficio”.
La storia affonda le radici nel 2024, quando la madre, Rosanna Melara, si era rivolta al Garante segnalando difficoltà nella gestione del bambino a causa della carenza di strutture adeguate in Calabria. Una situazione complessa che aveva portato, su disposizione del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, al trasferimento del piccolo in una struttura sociosanitaria.
Successivamente, grazie anche a un intervento diretto dell’ufficio del Garante e a un sopralluogo che aveva evidenziato criticità nella struttura, il bambino era stato trasferito in una casa famiglia di Reggio Calabria. Qui, Gabriele ha potuto ritrovare una dimensione più serena e, soprattutto, ricostruire un rapporto stabile con la madre, fatto di incontri regolari e momenti di quotidianità.
Negli ultimi tempi, però, si era aperta una nuova prospettiva: quella di una vita insieme, sotto lo stesso tetto, come ogni madre e figlio. Un obiettivo che oggi sembra infrangersi contro un muro difficile da superare.
“Mi viene segnalata l’impossibilità di ottenere un’abitazione – spiega Stanganelli – per presunte discriminazioni da parte di alcuni affittuari che si rifiuterebbero di concedere una casa a causa della patologia del bambino. Se confermato, si tratta di un fatto aberrante”.
Parole che trovano eco nello sfogo della madre.
“Non pensavo che nel 2026, esistesse ancora una discriminazione verso questi bambini – racconta Rosanna Melara –. Io chiedo solo quello che hanno tutti: una casa. Non ho chiesto nulla gratis, sono pronta a pagare un affitto regolare, ma mi sono sentita dire frasi come ‘meglio tenerla chiusa che affittarla a bambini con problemi’”.
Un dolore che si somma alle difficoltà quotidiane che molte famiglie con figli autistici si trovano ad affrontare: dalla carenza di servizi sanitari adeguati alla necessità di continui spostamenti per cure e assistenza.
“Già affrontiamo mille difficoltà – aggiunge la madre –. Qui, manca perfino la figura del neuropsichiatra infantile in pronto soccorso”.
Nel frattempo, l’ex Garante ha avviato interlocuzioni con il Comune di Reggio Calabria per individuare una soluzione abitativa, senza escludere anche la possibilità di un alloggio a Palmi, città di origine della famiglia.
“Mi metto in battaglia – conclude Stanganelli – perché i diritti non possono essere lesi, soprattutto quando parliamo di bambini e persone fragili”.
La vicenda di Gabriele riporta al centro una questione cruciale: il diritto alla casa e all’inclusione che non può essere negato proprio a chi avrebbe più bisogno di protezione. E mentre la burocrazia e i pregiudizi rallentano il percorso, una madre continua a chiedere ciò che dovrebbe essere scontato: una casa e una vita normale per suo figlio.