L’ultimo episodio si inserisce in una dinamica ormai consolidata che riguarda soprattutto il settore delle costruzioni
L’ennesima morte sul lavoro riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza nei cantieri. L’incidente mortale avvenuto ad Anoia Superiore ha provocato la dura reazione della UIL Calabria e della Feneal UIL, che denunciano una situazione strutturale ormai non più sostenibile.
«L’ennesima morte bianca riporta tragicamente al centro il tema della sicurezza sul lavoro» dichiarano in una nota la segretaria generale della UIL Calabria Mariaelena Senese e il segretario regionale Feneal Uil Giacomo Maccarone. «Ogni morte sul lavoro impone una riflessione che non ammette scorciatoie né può essere liquidata con la semplice fatalità».
Secondo i sindacati, l’ultimo episodio si inserisce in una dinamica ormai consolidata che riguarda soprattutto il settore delle costruzioni, indicato come uno dei comparti più esposti al rischio infortuni. Un dato che trova riscontro anche nelle rilevazioni INAIL, che evidenziano come nel 2024 l’edilizia abbia registrato il maggior numero di decessi nella Gestione Industria e Servizi in Calabria.
«Non è una coincidenza – sottolineano Senese e Maccarone – ma una tendenza documentata dai dati. Il problema è strutturale e non si risolve con il solo cordoglio istituzionale, ma con più ispezioni, più prevenzione e più risorse».
Nel 2024, ricordano i sindacati, la Calabria ha registrato 8.923 denunce di infortunio e 30 morti sul lavoro. A preoccupare è anche la quota di risorse destinate alla prevenzione: lo 0,82% della spesa sanitaria totale regionale, un valore superiore alla media nazionale ma ancora ritenuto insufficiente rispetto all’aumento degli incidenti.
Particolare attenzione viene posta anche agli infortuni in itinere, in crescita secondo le organizzazioni sindacali, considerati la conseguenza diretta di criticità legate alla mobilità e alle infrastrutture.
«Ogni volta che accade una tragedia come questa si aprono tavoli e si esprimono vicinanze – concludono Senese e Maccarone –. Noi chiediamo invece atti concreti, tempi certi e risorse reali. I lavoratori calabresi non hanno bisogno di essere commemorati, ma di tornare a casa sani e salvi».
UIL Calabria e Feneal Uil Calabria hanno infine espresso cordoglio alla famiglia del lavoratore coinvolto nel tragico incidente.