Al centro dell’incontro anche la necessità di riscoprire e tutelare un patrimonio che può rappresentare una risorsa strategica per il territorio
Piazza Sant’Antonio Abate, ad Archi, ha ospitato un’iniziativa dedicata al bergamotto, alle sue peculiarità e al valore che questo prezioso agrume rappresenta per Reggio Calabria e per l’intero territorio. Un appuntamento promosso dall’Associazione Culturale Sant’Antonio Abate, presieduta dall’avvocato Franco Giunta, in collaborazione con il Polo e Museo Nazionale del Bergamotto di Reggio Calabria.
Un momento di approfondimento che ha intrecciato storia, cultura, tradizione e prospettive economiche legate a un prodotto che, nel corso dei decenni, è diventato uno dei simboli più riconoscibili della Calabria nel mondo.
Ai microfoni di ReggioTV, Vittorio Caminiti, coordinatore del Polo del Bergamotto di Reggio Calabria, ha sottolineato la straordinaria diffusione internazionale del bergamotto reggino: «È il prodotto più globalizzato al mondo, perché dove c’è un profumo c’è il bergamotto di Reggio Calabria».
Caminiti ha quindi evidenziato l’importanza dell’invito ricevuto dal presidente dell’associazione Franco Giunta, spiegando come l'iniziativa rappresenti un'occasione per parlare non soltanto del prodotto, ma anche della sua storia e delle sue potenzialità. «Qui, nel Santuario di Sant’Antonio Abate, l’invito del presidente Franco Giunta non poteva essere ignorato. Parliamo di storia, cultura, ma anche degli effetti economici che il bergamotto può avere sulla città e di quanto ancora si potrebbe ottenere se questo prodotto fosse maggiormente valorizzato e sfruttato».
Al centro dell’incontro, dunque, anche la necessità di riscoprire e tutelare un patrimonio che può rappresentare una risorsa strategica per il territorio, attraverso una maggiore valorizzazione delle sue caratteristiche e delle numerose applicazioni che lo hanno reso celebre a livello internazionale.
Per Franco Giunta, presidente dell’Associazione Culturale Sant’Antonio Abate, l’iniziativa si inserisce invece in un progetto più ampio di tutela e valorizzazione della chiesa e della sua storia.
«Ci troviamo qui per valorizzare e salvaguardare la chiesa, soprattutto dagli incendi e dagli atti di vandalismo. In passato la chiesa è stata incendiata anche dai Turchi e dagli Arabi che arrivavano sul territorio e depredavano. Abbiamo quindi ritenuto opportuno fondare l’associazione per valorizzare la chiesa e la storia di Sant’Antonio Abate».
L’appuntamento di Archi ha così unito due elementi fortemente legati all’identità del territorio: da una parte la storia e la memoria del Santuario di Sant’Antonio Abate, dall’altra il bergamotto, autentico simbolo della provincia reggina.
Una giornata nel segno della cultura e della riscoperta delle radici, con lo sguardo rivolto anche al futuro e alla possibilità di trasformare sempre più le eccellenze del territorio in occasioni di sviluppo, promozione e crescita.