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Turismo, Calabrese: «Tutti i dati ufficiali dicono che la Calabria continua a crescere»

Autore Giorgia Rieto | ven, 21 ago 2026 16:45 | Turismo Calabria Calabrese

Calabrese richiama anche il dato sulla permanenza media: 4,65 notti in Calabria contro le 3,34 della media nazionale

La Calabria continua a crescere sul fronte turistico e, secondo l’assessore regionale al Turismo, Lavoro e Sviluppo Economico Giovanni Calabrese, sono i dati ufficiali a confermarlo.

Calabrese interviene per fare chiarezza sulle recenti rappresentazioni di un sistema turistico calabrese in crisi, ricordando come già nell’estate 2025 fosse stato diffuso un dato relativo a un presunto crollo del 25% delle presenze. «Non era un dato ufficiale sul turismo calabrese nel suo complesso – sottolinea – ma una stima del Sindacato Italiano Balneari relativa alle presenze negli stabilimenti». I successivi dati ufficiali, evidenzia l’assessore, avevano invece registrato nei primi sette mesi del 2025 una crescita del 7,5% degli arrivi e del 6,2% delle presenze.

La tendenza positiva, secondo Calabrese, è proseguita. Nel 2025, la Banca d’Italia ha registrato una crescita delle presenze turistiche dell’11,6% e delle presenze straniere del 28,5%. Nello stesso anno gli aeroporti calabresi hanno superato per la prima volta i quattro milioni di passeggeri, raggiungendo quota 4.367.864, con un incremento del 21% rispetto all’anno precedente.

Anche i primi dati del 2026 confermerebbero il trend. Secondo la piattaforma Alloggiati Web del Viminale, nel primo semestre dell’anno la Calabria sarebbe stata la prima regione italiana per crescita degli arrivi turistici complessivi, con un +10,54%, e per crescita degli arrivi stranieri, con un +23,19%.

A questi numeri si aggiungono quelli del Ministero del Turismo relativi al mese di maggio 2026: rispetto allo stesso periodo del 2025, la Calabria avrebbe registrato un aumento del 26,22% degli arrivi e del 30,51% delle presenze.

Un altro elemento indicato da Calabrese riguarda la destagionalizzazione. L’anteprima dello studio TEHA Group, The European House - Ambrosetti, sul Destination Marketing colloca la Calabria al terzo posto tra le regioni italiane e al primo posto nel Mezzogiorno per velocità di riduzione della stagionalità turistica tra il 2024 e il 2025.

Cresce anche la componente internazionale. Nel 2025, secondo TEHA, gli arrivi stranieri hanno raggiunto il 23% del totale, segnando un record storico. Una crescita che sarebbe proseguita nel primo semestre 2026, con il già citato +23,19% degli arrivi stranieri.

Per l’assessore, però, non basta guardare soltanto al numero dei visitatori. «Dobbiamo aumentare il valore economico generato da ogni turista», afferma Calabrese, sottolineando che nel 2025 la spesa dei turisti stranieri avrebbe attivato in Calabria 1,1 miliardi di euro di giro d’affari, ai quali si aggiungerebbero 1,3 miliardi generati dai turisti italiani. L’impatto economico complessivo, stimato da Ambrosetti, raggiungerebbe così 2,4 miliardi di euro, pari al 6% del Pil regionale.

Nel triennio 2023-2025, inoltre, i 47 milioni di euro investiti dalla Regione nel Destination Marketing avrebbero contribuito, secondo il modello elaborato da TEHA Group, a generare un impatto economico stimato in 5,8 miliardi di euro.

Calabrese richiama anche il dato sulla permanenza media: 4,65 notti in Calabria contro le 3,34 della media nazionale.

«Questi numeri non significano che la Calabria sia arrivata – precisa l’assessore –. Significano che la Calabria sta crescendo e che quella crescita deve essere consolidata, migliorata e trasformata in sempre maggiore valore per i territori e opportunità per i calabresi».

La sfida, secondo Calabrese, resta quella di accompagnare i visitatori oltre le coste, valorizzando borghi, parchi, aree interne, siti archeologici, montagne, enogastronomia e patrimonio culturale. «Possedere un attrattore non significa automaticamente avere un prodotto turistico – sottolinea –. Dobbiamo trasformare la bellezza in esperienze raggiungibili, prenotabili e acquistabili».

L’assessore ribadisce quindi la necessità di affrontare le criticità senza però perdere di vista i risultati raggiunti. «Non abbiamo bisogno né di applausi né di catastrofismi. Abbiamo bisogno di serietà, perché i risultati non si inventano, si misurano. E quando i numeri raccontano una Calabria che cresce, anche questo va riconosciuto».

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