Violenza sulle donne in Calabria, il Coordinamento dei CAV: «Servono interventi strutturali immediati»

Autore Giorgia Rieto | ven, 21 ago 2026 16:46 | Violenza-Di-Genere Calabria Donne

Tra le priorità indicate c’è innanzitutto il sostegno economico e la certezza delle risorse

La drammatica scia di femminicidi e violenze che continua a colpire la Calabria non può essere considerata una successione di emergenze isolate. È questo il grido d’allarme lanciato dal Coordinamento Regionale dei Centri Antiviolenza (CAV) della Calabria, che esprime cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime e torna a chiedere interventi strutturali e immediati.

Per il Coordinamento, la violenza maschile contro le donne rappresenta un fenomeno culturale e strutturale che richiede una risposta coordinata da parte delle istituzioni. I Centri Antiviolenza operano ogni giorno sul territorio, spesso dovendo fare i conti con difficoltà e risorse insufficienti, offrendo supporto legale, psicologico e accoglienza alle donne che cercano di uscire da situazioni di maltrattamento.

«L’impegno del privato sociale non può sostituirsi alle responsabilità della politica e della pubblica amministrazione», sottolineano i CAV, chiedendo un cambio di passo.

Tra le priorità indicate c’è innanzitutto il sostegno economico e la certezza delle risorse, con l’erogazione tempestiva e continuativa dei fondi regionali e nazionali destinati ai Centri Antiviolenza e alle Case Rifugio, così da garantire la continuità dei servizi.

Il Coordinamento chiede inoltre l’avvio di percorsi strutturati di educazione all’affettività e al rispetto delle differenze di genere nelle scuole di ogni ordine e grado della Calabria, considerati strumenti fondamentali per la prevenzione.

Un altro punto riguarda l’istituzione e il rafforzamento delle reti antiviolenza territoriali in tutti gli Ambiti territoriali sociali della regione, insieme a una formazione specialistica e continua per le forze dell’ordine, il personale sanitario, gli operatori della giustizia e quelli dei Comuni.

Una preparazione ritenuta indispensabile per evitare fenomeni di vittimizzazione secondaria e garantire una tempestiva valutazione del rischio.

«I femminicidi non sono delitti d’impeto o tragedie della gelosia – afferma il Coordinamento – ma il drammatico culmine di un continuum di prevaricazione e controllo».

Da qui la richiesta rivolta alle istituzioni regionali di intervenire concretamente: «Non servono più solo parole di circostanza o cordogli postumi, servono tutele, risorse e volontà politica».

I Centri Antiviolenza della Calabria ribadiscono infine il proprio impegno a restare accanto alle donne vittime di violenza e a tutte quelle che scelgono di intraprendere un percorso verso la libertà.

Al Coordinamento aderiscono organizzazioni e strutture autorizzate al funzionamento dalla Regione Calabria: il Centro Antiviolenza “Attivamente Coinvolte APS” di Pizzo; il Centro Antiviolenza “Fabiana” e le Case Rifugio “Mondiversi”, “Liberedonne” e “Risoa” dell’Associazione Mondiversi ETS di Corigliano-Rossano; il Centro Antiviolenza e Casa Rifugio “Angela Morabito” dell’Associazione Piccola Opera Papa Giovanni ETS di Reggio Calabria; il Centro Antiviolenza “Centro Aiuto Donna” e la Casa Rifugio Refugium della Fondazione Città Solidale ETS di Catanzaro; il Centro Antiviolenza “Demetra” di Lamezia Terme; il Centro Antiviolenza e Casa Rifugio “Mondo Rosa” del Centro Calabrese di Solidarietà ETS di Catanzaro; il Centro Antiviolenza “Udite Agar” della Cooperativa Noemi di Crotone; il Centro Antiviolenza “Ariel” di Reggio Calabria e l’APS Centro contro la violenza alle donne “Roberta Lanzino” di Cosenza.

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