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Sanità calabrese, il Governo nega gli atti sulla fine del commissariamento: Greco pronta al TAR

Autore Giorgia Rieto | ven, 21 ago 2026 17:40 | Filomena-Greco Sanità

La consigliera regionale di Casa Riformista–Italia Viva contesta il differimento dell’accesso agli atti e dà cinque giorni alla Presidenza del Consiglio per trasmettere la documentazione

La fine del commissariamento della sanità calabrese torna al centro dello scontro istituzionale. A sollevare il caso è la consigliera regionale di Casa Riformista–Italia Viva, Filomena Greco, componente della Commissione Sanità, che ha formalmente contestato alla Presidenza del Consiglio dei ministri il differimento dell’accesso agli atti richiesti e minaccia di rivolgersi al TAR qualora la documentazione non venga trasmessa entro cinque giorni.

La vicenda nasce dalla richiesta di accesso agli atti presentata da Greco il 12 luglio per conoscere la documentazione relativa alla conclusione del commissariamento della sanità calabrese. Il 19 agosto, però, la Presidenza del Consiglio ha comunicato di non poter dare seguito, per il momento, alla richiesta, rinviando l’accesso in attesa delle motivazioni della Corte dei conti sulla pronuncia di non luogo a pronuncia del 31 luglio.

Una decisione che la consigliera considera lesiva delle prerogative del Consiglio regionale.

«Dopo aver presentato il 12 luglio la richiesta di accesso agli atti sulla fine del commissariamento – afferma Greco – la Presidenza del Consiglio mi ha comunicato in data 19 agosto di non poter dare seguito alla mia richiesta, differendo l’accesso in attesa delle motivazioni della Corte dei conti».

Per la consigliera, tuttavia, esisterebbe una contraddizione tra l’atteggiamento del Governo e il diniego opposto alla richiesta di accesso. «Quando il Consiglio dei ministri approva il Piano di rientro proposto dalla Giunta regionale, considera la fine del commissariamento un fatto certo e definitivo. Quando, invece, una consigliera regionale chiede di vedere gli atti per svolgere il proprio compito di controllo, bisogna improvvisamente aspettare le motivazioni della Corte dei conti».

Il riferimento è al Piano di rientro 2026-2028, adottato dalla Giunta regionale il 7 luglio nell’esercizio dei poteri ordinari e successivamente approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto. Proprio questo passaggio, secondo Greco, rende necessario chiarire quando e sulla base di quali atti la Regione abbia riacquistato pienamente i propri poteri ordinari in materia sanitaria.

«Se il Governo ha approvato quel Piano – sostiene la consigliera – deve aver già verificato da quale data e su quali basi la Regione sia tornata a esercitare i poteri ordinari in materia sanitaria. È questo il punto da chiarire».

La nota del 19 agosto, firmata dal Vice Segretario Generale della Presidenza del Consiglio, Marco Villani, ha di fatto congelato l’accesso a un articolato insieme di documenti: dalla deliberazione del Consiglio dei ministri del 22 aprile ai relativi atti istruttori, pareri e corrispondenza, fino alla documentazione relativa al procedimento di controllo davanti alla Corte dei conti. Nella richiesta erano comprese anche le domande di chiarimenti e integrazioni formulate dalla magistratura contabile e le successive risposte.

Greco ha reagito il giorno successivo, notificando alla Presidenza del Consiglio una formale contestazione. Secondo la consigliera, il differimento generalizzato dell’intero fascicolo sarebbe illegittimo perché non indicherebbe una scadenza certa e non fornirebbe una motivazione adeguata.

«Gli atti richiesti sono documenti già formati ed esistenti, anteriori all’adunanza della Corte dei conti che ha deciso il non luogo a pronuncia – sottolinea Greco –. Sono atti che non possono essere alterati dal deposito successivo delle motivazioni».

La richiesta è quindi netta: la Presidenza del Consiglio dovrà, secondo Greco, revocare il differimento e trasmettere l’intera documentazione entro cinque giorni, compresi gli scambi intercorsi con la Corte dei conti.

In caso contrario, la consigliera annuncia il ricorso alla giustizia amministrativa. «Decorso tale termine – fa sapere – saranno esperiti tutti i rimedi previsti dalla legge per ottenere in sede giurisdizionale il riconoscimento del diritto all’ostensione degli atti».

La partita, dunque, non riguarda soltanto l’accesso a una serie di documenti amministrativi, ma investe direttamente la trasparenza sul passaggio dalla gestione commissariale all’esercizio ordinario delle competenze sanitarie regionali. Un tema destinato a rimanere al centro del confronto politico e istituzionale calabrese nelle prossime settimane.

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