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Aggressione all’autista Atam, i “Falchi dello Stretto” chiedono più sicurezza: "Dal 29 giugno il servizio è stato interrotto"

Autore Redazione Web | mar, 25 ago 2026 20:11 | Enov Atam

Salvatore D’Amico richiama l’esperienza maturata in dodici anni di presenza sui mezzi e nelle strutture dell’azienda

Le immagini dell’episodio avvenuto nel centro di Reggio Calabria, che avrebbe coinvolto un autista dell’ATAM, riaccendono il tema della sicurezza sui mezzi pubblici. A esprimere solidarietà al lavoratore e a tutto il personale dell’azienda è Salvatore D’Amico, presidente nazionale e rappresentante legale di ENOV- “I Falchi dello Stretto”.

D’Amico richiama i dodici anni di attività svolti dagli operatori ENOV a bordo degli autobus e nelle biglietterie ATAM, fino allo scorso 29 giugno. Un’esperienza durante la quale, spiega, gli operatori si sono trovati a gestire "soprusi, illegalità, minacce e aggressioni", oltre a episodi legati all’evasione tariffaria e al mancato rispetto delle regole.

Secondo D’Amico, la presenza degli operatori rappresentava anche un deterrente e contribuiva alla sicurezza di autisti e passeggeri. Il servizio, sostiene, sarebbe stato interrotto il 29 giugno attraverso una comunicazione via PEC, senza un confronto preventivo.

Da qui la richiesta di trasparenza rivolta anche al sindaco di Reggio Calabria, nella sua qualità di presidente dell’Assemblea dei soci ATAM, per conoscere le ragioni e le valutazioni alla base della decisione.

"Non chiediamo trattamenti di favore, privilegi o scorciatoie. Chiediamo trasparenza", afferma D’Amico, che pone una domanda: "Può davvero una semplice PEC cancellare dodici anni di servizio e di risultati senza un confronto preventivo e senza una valutazione complessiva delle conseguenze?".

Sul recente episodio, D’Amico sottolinea infine la necessità di non intervenire soltanto dopo un’aggressione, ma di garantire una presenza costante e qualificata sui mezzi pubblici e nelle strutture dell’azienda.

"Gli autisti ATAM svolgono ogni giorno un servizio essenziale. Nessuno di loro dovrebbe essere costretto a lavorare nella paura o ad affrontare da solo situazioni potenzialmente pericolose", conclude.

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