Calabria e Marocco, nuove opportunità per professionisti e giovani: il Consolato incontra l’Ordine degli Architetti

Autore Giorgia Rieto | gio, 27 ago 2026 09:03 | Calabria Marocco

Al centro del confronto le possibilità di costruire nuove forme di collaborazione e internazionalizzazione

Rafforzare i rapporti tra Calabria e Marocco attraverso il mondo delle professioni, dell’università e delle istituzioni. È questo il filo conduttore dell’incontro istituzionale svoltosi presso la sede del Consolato Onorario del Regno del Marocco in Calabria, a Palazzo Sant’Ippolito di Gioia Tauro, tra il Console Onorario avv. Domenico Naccari e una delegazione del Consiglio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Reggio Calabria.

A rappresentare l’Ordine sono stati la presidente, arch. Santina Dattola, il tesoriere arch. Giuseppe De Leo, l’arch. Arrigo Lagazzo, delegato Inarcassa e componente del CdA della Fondazione Inarcassa, l’arch. Sabina Pezzano, consigliera dell’Ordine, e l’arch. Giovanni Barone, presidente della Commissione Pareri. All’incontro ha partecipato anche l’avv. Giuseppe Saletta, consulente giuridico del Consolato e consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Palmi.

Al centro del confronto le possibilità di costruire nuove forme di collaborazione e internazionalizzazione, valorizzando il rapporto con il Marocco come occasione di crescita per i professionisti calabresi, per il sistema universitario e soprattutto per le nuove generazioni.

Tra le proposte emerse vi è quella di organizzare a Reggio Calabria un convegno dedicato proprio ai processi di internazionalizzazione e alle opportunità professionali e di cooperazione offerte dal Marocco. L’iniziativa potrebbe coinvolgere docenti universitari, professionisti e studenti, creando uno spazio di confronto concreto sulle possibilità di formazione, scambio e collaborazione tra le due realtà.

Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alla possibilità di favorire rapporti diretti tra l’Ordine degli Architetti PPC di Reggio Calabria e gli organismi professionali marocchini omologhi. L’obiettivo è promuovere lo scambio di esperienze, competenze e buone pratiche e porre le basi per future iniziative comuni.

Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema del protocollo d’intesa con la Croce Rossa Italiana, considerato uno strumento importante per rafforzare la cooperazione in ambito sociale, umanitario e istituzionale.

Un modello già esistente è quello rappresentato dal percorso avviato nel settore delle professioni giuridiche con il gemellaggio tra il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palmi e quello di Settat, in Marocco. Un’esperienza che potrebbe diventare un riferimento per sviluppare analoghe relazioni anche tra altri organismi professionali.

«Il rapporto tra Calabria e Marocco – ha sottolineato il Console Onorario Domenico Naccari – può crescere anche attraverso il coinvolgimento degli Ordini professionali, delle Università e della Croce Rossa Italiana. L’obiettivo è trasformare le relazioni istituzionali costruite in questi anni in opportunità concrete di confronto, formazione, solidarietà e collaborazione, soprattutto per i giovani professionisti e per gli studenti».

Un percorso, dunque, che punta a superare la dimensione puramente istituzionale per tradurre i rapporti tra Calabria e Marocco in occasioni concrete di scambio e crescita.

A conclusione dell’incontro, il Console Naccari ha consegnato alla presidente Santina Dattola il gagliardetto del Consolato Onorario del Regno del Marocco in Calabria, gesto simbolico di amicizia e auspicio per l’avvio di una collaborazione proficua.

L’incontro di Gioia Tauro si inserisce così nel più ampio percorso promosso dal Consolato per consolidare i rapporti tra la Calabria e il Marocco, mettendo in rete istituzioni, università, ordini professionali, Croce Rossa Italiana e realtà economiche. Una rete di relazioni che guarda al Mediterraneo non soltanto come spazio geografico, ma come terreno comune per costruire nuove opportunità, soprattutto per i giovani e per il futuro delle professioni.


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