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Dopo il dolore, la scoperta di una comunità dal cuore grande: "Grazie Campo Calabro"

Autore Redazione Web | ven, 28 ago 2026 12:26 | Campo-Calabro Solidarietà Testimonianza Supporto

La commovente storia di Bejaoui Hayet: durante un periodo segnato dalla sofferenza fisica ha trovato presenza e incoraggiamento

"Attraverso questa esperienza ho scoperto la vera solidarietà e quanto possa essere grande il cuore delle persone che ci circondano". È un ringraziamento che nasce da un momento difficile, ma che porta con sé un messaggio di speranza e di profonda riconoscenza quello affidato dalla signora Bejaoui Hayet alla comunità di Campo Calabro, dopo un grave incidente domestico che l'ha costretta ad affrontare un delicato intervento chirurgico e una lunga immobilità a letto.

Un periodo segnato dalla sofferenza fisica, dalla fragilità e dalla difficoltà di affrontare la quotidianità, durante il quale, però, Hayet ha scoperto di non essere sola. Attorno a lei si è stretta una rete silenziosa e concreta di persone che, con la loro presenza, il loro aiuto e le loro parole di incoraggiamento, hanno reso meno pesante un percorso già di per sé doloroso.

"Con la presente è mia intenzione porgere pubblicamente i miei più sentiti ringraziamenti ed esprimere tutta la mia gratitudine, a tutti coloro che mi hanno sostenuta e supportata sia moralmente, sia materialmente, con gesti concreti, presenze assidue e moniti di incoraggiamento, in un momento di particolare difficoltà e di fragilità, che ho vissuto di recente", scrive la signora Bejaoui, ripercorrendo quei giorni in cui anche un piccolo gesto ha assunto un valore enorme.

Il suo pensiero va innanzitutto al vicinato, alle persone comuni che hanno saputo trasformare la vicinanza in autentica solidarietà. "Ho potuto apprezzare l'animo buono e gentile delle persone, gente comune e semplice, che hanno fatto la differenza, rendendo meno gravosa psicologicamente la mia quotidianità".

Un'attenzione che Hayet ha sentito particolarmente forte da parte delle famiglie Ferraiolo, Calarco e Patafi di Campo Calabro, insieme a Teresa Emilio, Orietta Foti, Giuditta Campo, Elena Richichi, Sara, Mariana, Rosalba e Anna Bambara. Nomi che, nella sua testimonianza, diventano il simbolo di una comunità capace di non voltarsi dall'altra parte quando qualcuno attraversa un momento di bisogno.

La gratitudine della signora Bejaoui si estende anche alle istituzioni e a quanti hanno contribuito concretamente a garantirle l'assistenza necessaria. Un ringraziamento particolare è rivolto al sindaco di Campo Calabro, Rocco Alessandro Repaci, al tenente Bevacqua del comando della Polizia Municipale, agli assistenti sociali e agli operatori dell'ambulanza privata che, con professionalità e sensibilità, le consentono di raggiungere l'Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria per proseguire le cure.

In una società spesso raccontata attraverso le sue fragilità, la storia di Hayet restituisce invece un'immagine diversa: quella di una comunità fatta di gesti semplici, presenze costanti e disponibilità concreta. Una solidarietà che non ha bisogno di clamore, ma che proprio nei momenti più difficili rivela il suo valore più autentico.

Il suo messaggio, dunque, non è soltanto un pubblico grazie. È anche una testimonianza sulla forza dei legami umani e sull'importanza di prendersi cura gli uni degli altri. "Grazie di cuore, per lo spazio che vorrete dedicarmi, in cui questa mia personale esperienza, possa essere un piccolo esempio positivo di solidarietà e di oggettiva presa in carico di cura degli uni con gli altri".

Parole che racchiudono il senso più profondo della sua esperienza: dal dolore può nascere anche la consapevolezza di quanto una mano tesa, una presenza o una parola gentile possano cambiare il peso di una giornata. E a Campo Calabro, per Hayet, quella solidarietà ha avuto volti, nomi e gesti concreti che difficilmente potranno essere dimenticati.

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