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Francesca chiede di incontrare il sindaco: "Vorrei parlare del futuro delle persone con disabilità"

Autore Grazia Candido | mar, 01 set 2026 09:26 | Cannizzaro Appello Francesca Disabilità

Una richiesta semplice, ma dal significato profondo: confrontarsi con il primo cittadino per creare una città adatta a tutti

Francesca è una giovane donna disabile e, attraverso la sua storia, porta all'attenzione delle istituzioni una domanda che riguarda tante famiglie: che cosa accadrà domani alle persone con disabilità quando i genitori, che per tutta la vita sono stati il loro punto di riferimento, non ci saranno più?

Francesca oggi conduce una vita dignitosa grazie all'amore e alle cure dei suoi genitori. Non l'hanno mai lasciata sola, hanno affrontato insieme a lei le difficoltà quotidiane e le hanno garantito tutto ciò di cui aveva bisogno. Dietro quella che può sembrare una normalità conquistata giorno dopo giorno, però, c'è una preoccupazione che cresce con il passare del tempo.

I suoi genitori, infatti, sono ormai avanti con gli anni. E Francesca comincia a guardare al futuro con una paura difficile da nascondere: riuscirà a farcela da sola quando loro non potranno più occuparsi di lei?

È da questa domanda che nasce la richiesta di poter incontrare il sindaco Francesco Cannizzaro.

Francesca vorrebbe sedersi davanti al primo cittadino e raccontargli direttamente la propria esperienza. Vorrebbe parlare delle difficoltà che una persona con disabilità incontra ogni giorno, ma anche delle possibilità che una città può offrire per permettere a tutti di vivere con dignità, autonomia e inclusione.

Non chiede soltanto assistenza. Chiede opportunità.

Opportunità di partecipare alla vita della città, di sviluppare le proprie capacità, di avere occasioni di socialità e, laddove possibile, di costruire percorsi di autonomia. Perché vivere con una disabilità non dovrebbe significare essere costretti a dipendere completamente dalla propria famiglia per tutta la vita.

E poi c'è il tema del “Dopo di noi”, uno degli aspetti più delicati e dolorosi per le famiglie che hanno un figlio o una figlia con disabilità.

Il “Dopo di noi” non è semplicemente una questione burocratica o assistenziale. È la domanda che accompagna tanti genitori nel momento in cui pensano al futuro dei propri figli: chi si prenderà cura di loro quando noi non ci saremo più?

Per Francesca questa domanda è diventata concreta. I suoi genitori rappresentano ancora oggi la sua sicurezza, il suo sostegno quotidiano, la sua certezza. Ma il tempo passa e, con l'avanzare dell'età, quella certezza rischia inevitabilmente di trasformarsi in preoccupazione.

Per questo Francesca chiede un incontro al sindaco. Vuole portare la propria storia all'attenzione dell'amministrazione e capire quali percorsi possano essere costruiti per garantire alle persone con disabilità un futuro più sereno.

Una città davvero inclusiva si misura anche dalla capacità di non lasciare sole le persone più fragili e le loro famiglie.

Francesca non vuole essere considerata soltanto per la sua disabilità. Vuole essere ascoltata come cittadina, con desideri, capacità, paure e progetti. E soprattutto vuole sapere che, quando arriverà il momento in cui i suoi genitori non potranno più esserci come oggi, esisterà una rete capace di sostenerla.

La sua richiesta al sindaco, dunque, è soprattutto un appello all'ascolto: "Vorrei incontrare il sindaco Cannizzaro che ha sempre dimostrato la sua attenzione verso i più deboli e bisognosi. Oggi, ci sono i miei genitori, che mi hanno sempre protetta e accudita. Ma domani? Io ho paura di non riuscire a farcela da sola".

L'appello di Francesca è la voce di tutte quelle famiglie che, ogni giorno, si prendono cura dei propri figli con amore e sacrificio e che, insieme alla fatica del presente, portano dentro una grande inquietudine per il futuro.

Francesca chiede soltanto di poter parlare. E forse, proprio da quell'incontro, potrebbe nascere un confronto più ampio su una città capace di costruire oggi il “Dopo di noi”, senza aspettare che diventi un'emergenza domani.

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