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La botanica mondiale si riunisce a Reggio Calabria: al via il 121° Congresso alla "Mediterranea"

Autore Redazione Web | mer, 02 set 2026 16:40 | Università Mediterranea Società-Botanica-Italiana Agraria Mondo-Vegetale

Confronto proficuo tra scienziati, ricercatori e istituzioni sulle sfide cruciali del mondo vegetale e sui profondi cambiamenti

Reggio Calabria si trasforma nella capitale mondiale della botanica ospitando il 121° Congresso della Società Botanica Italiana. L’Università Mediterranea ha aperto le sue porte a scienziati, ricercatori e istituzioni provenienti da tutto il mondo, pronti a confrontarsi sulle sfide cruciali che il mondo vegetale si trova ad affrontare in un'epoca di profondi cambiamenti.

Al centro del dibattito, le evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici sulla vegetazione. "La vegetazione è un indicatore di tutti i cambiamenti che avvengono nell'ambiente", spiega Giovanni Spampinato, ordinario del Dipartimento Agraria dell'Università Mediterranea. "A causa del riscaldamento del clima, alcune specie stanno riducendo la loro presenza fino a estinguersi, mentre altre arrivano, soprattutto dalle zone calde e tropicali".

Questo mutamento globale della flora non impatta solo sulla biodiversità, ma porta con sé nuove minacce. "Le nuove piante spesso sono portatrici di nuove patologie che riguardano animali che sono patogeni per le nostre coltivazioni, o di pollini che incidono sulla nostra salute", avverte Spampinato. Alcune specie, inoltre, risultano pericolose al tatto, causando "profonde ustioni". "Questo cambiamento incide anche sulla nostra salute, sull'economia e sulla possibilità di conservare il nostro patrimonio storico di biodiversità", conclude il professore.

In questo contesto, il congresso si propone come un'occasione fondamentale per indirizzare la politica verso scelte più consapevoli e sostenibili. Antonella Canini, presidente della Società Botanica Italiana, sottolinea l'importanza di questo evento come "modello da esportare in ambito nazionale". L'attenzione rivolta ai botanici in questa zona, definita "molto positiva", rappresenta un punto di partenza per una collaborazione attiva con le istituzioni. "Ci siamo rapportati con i ministeri, sia dell'Ambiente che dell'Agricoltura, proprio per essere interlocutori privilegiati in questo momento in cui si parla del piano di ripristino della natura", afferma Canini.

La Società Botanica Italiana, quindi, si propone come guida esperta per indicare "esempi da non prendere nel miglior modo e altri da prendere invece in modo positivo". "È una sfida che ci vede attori principali", conclude la presidente, confermando l'impegno a collaborare con "le città metropolitane e le regioni" in questo "momento propizio".

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