Gioia Tauro. L’appello di Ranuccio:”Fermare i container diretti a Israele”

Autore Giorgia Rieto | lun, 07 set 2026 11:44 | Porto-Gioia-Tauro Armi

Ranuccio chiede un intervento immediato delle autorità competenti

«La Calabria non può essere complice della guerra e della distruzione di Gaza». È il messaggio lanciato da Giuseppe Ranuccio, vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, alla luce delle notizie sulla possibile partenza dal porto di Gioia Tauro di container contenenti materiale destinato alla filiera militare israeliana.

Ranuccio chiede un intervento immediato delle autorità competenti e invita a verificare ogni possibile violazione della normativa nazionale e internazionale.

«Se esiste anche solo il fondato sospetto che dal territorio italiano stiano partendo materiali destinati ad alimentare la macchina bellica israeliana – afferma – le istituzioni hanno il dovere di intervenire».

Nel mirino c’è il ruolo del porto di Gioia Tauro. Per Ranuccio, lo scalo calabrese «non può diventare un punto di transito per materiali che possano contribuire alla devastazione della Striscia di Gaza».

Da qui l’appello al presidente della Giunta regionale affinché solleciti il Governo nazionale a effettuare tutti gli accertamenti necessari e, qualora ne ricorrano le condizioni, a impedire la partenza dei container.

Il vicepresidente del Consiglio regionale allarga quindi il tema alla situazione nella Striscia di Gaza, definita una «tragedia umanitaria di proporzioni intollerabili», chiedendo scelte politiche concrete e una revisione delle relazioni che possano contribuire, direttamente o indirettamente, alle operazioni militari israeliane.

«Non possiamo chiedere pace e, contemporaneamente, consentire che dal nostro Paese transitino materiali che potrebbero contribuire alla guerra – conclude Ranuccio –. La pace si costruisce anche attraverso scelte coerenti. E oggi una scelta di coerenza è fermare questi container».


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