Container per Israele, la perizia esclude materiale bellico: il carico riparte da Gioia Tauro

Autore Giorgia Rieto | lun, 07 set 2026 13:55 | Gioia-Tauro Container

I container, provenienti dall’India, trasportavano barre d’acciaio, alcune quadrate e altre tonde

Nessun «contenuto di rilievo penale». È questo l’esito della perizia tecnica sugli otto container arrivati nei mesi scorsi al porto di Gioia Tauro e sottoposti a ispezione dopo il sospetto che potessero contenere materiale bellico destinato a Israele.

I container, provenienti dall’India, trasportavano barre d’acciaio, alcune quadrate e altre tonde, che avevano alimentato i dubbi sulla loro possibile destinazione nell’ambito della produzione di armamenti.

La vicenda era stata sollevata da un’inchiesta giornalistica e successivamente rilanciata dal movimento BDS e dai sindacati USB e OrSA, che avevano chiesto verifiche sulla possibilità che dal porto calabrese transitasse materiale militare diretto in Israele.

Procura di Palmi, Guardia di finanza e Agenzia delle Dogane avevano quindi disposto gli accertamenti tecnici per verificare la natura del carico e l’eventuale applicazione della legge 185/90, che disciplina l’esportazione di armamenti verso Paesi coinvolti in conflitti.

Secondo quanto emerso dalla perizia, però, il materiale non sarebbe risultato riconducibile a un carico di natura bellica né tale da richiedere una specifica autorizzazione al transito.

Le barre d’acciaio, secondo i documenti di carico, risultavano destinate alla Banyan Group International, società di intermediazione commerciale tra India e Israele.

Concluse le verifiche, dunque, gli otto container hanno potuto proseguire il viaggio verso la destinazione finale in Israele.


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