Il SIULP plaude alla istituzione dei tavoli provinciali per la prevenzione del disagio psicosociale

Autore Redazione Web | mar, 08 set 2026 20:04 | Siulp Disagio-Psicosociale Tavoli-Provinciali

 Il convegno sul tema organizzato per il 6 novembre a Roccella Ionica

Giunge a compimento un percorso di sensibilità e responsabilità che la Segreteria Provinciale del SIULP di Reggio Calabria ha tracciato con lungimiranza, in sintonia con l’Amministrazione.

Con la circolare n. 333-AGG del 6 febbraio 2026, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale per gli Affari Generali e le Politiche del Personale – ha disposto l’istituzione, presso ogni Questura, dei tavoli provinciali per la prevenzione e la gestione delle situazioni di disagio, finalizzati alla salvaguardia della salute psicosociale del personale della Polizia di Stato.

Si tratta di un provvedimento che il SIULP aveva auspicato e sollecitato con determinazione, nella convinzione che la tutela del benessere psicosociale degli operatori non potesse restare confinata a un livello centrale, senza tenere conto delle specificità territoriali.

La declinazione periferica del tavolo nazionale, con funzioni di monitoraggio, analisi e proposta legate ai contesti locali, rappresenta l'approdo di una battaglia sindacale condotta con l'obiettivo di dotare l'Amministrazione di strumenti efficaci per intercettare e affrontare il disagio prima che possa trasformarsi in tragedia.

Giova ricordare che fu proprio questa Segreteria Provinciale, oltre un anno fa, a porre con forza il tema della vulnerabilità psicosociale degli appartenenti alle Forze dell'Ordine, promuovendo un primo convegno dedicato. L'iniziativa, per ragioni sopravvenute, dovette essere rinviata. Il SIULP, però, non ha mai abbandonato quel progetto, nell'attesa di poterlo trasformare in un momento di confronto pubblico aperto alle componenti istituzionali, scientifiche e associative.

Oggi quel progetto riparte. Il SIULP, insieme all'Associazione “Insieme si può”, rilancia il convegno “Quando il disagio in divisa… va oltre. Comprendere, prevenire e trasformare la vulnerabilità psicosociale delle FFOO”, in programma il 6 novembre 2026 alle ore 9:30 presso il Convento dei Minimi di Roccella Ionica.

Il progetto elaborato dal SIULP insieme a Francesco Minici, presidente dell'Associazione “Insieme si può” e dirigente sindacale SIULP, anticipava le direttrici che la circolare del Capo della Polizia avrebbe successivamente codificato.

La circolare del 6 febbraio 2026 prevede che i Tavoli provinciali, presieduti dal Questore o, per delega, dal Vicario, siano composti dal dirigente dell'Ufficio personale, dal dirigente dell'Ufficio tecnico-logistico, dal dirigente dell'Ufficio sanitario provinciale, dal funzionario tecnico psicologo con la qualifica più elevata e dai rappresentanti provinciali delle organizzazioni sindacali rappresentative a livello nazionale. È prevista inoltre una composizione allargata ai dirigenti degli altri Uffici con sede nella provincia.

Tra le funzioni dei Tavoli rientrano il monitoraggio territoriale delle situazioni di disagio, la promozione di percorsi di sensibilizzazione, la formulazione di proposte organizzative mirate e l'attivazione di iniziative ritenute utili.

Sulla tematica il Segretario Provinciale Generale SIULP Giuseppe De Stefano ha dichiarato:

"Quando oltre un anno fa organizzammo il primo convegno sul disagio in divisa, lo facemmo nella consapevolezza che il suicidio tra gli appartenenti alle Forze dell'Ordine non è un'emergenza episodica, ma il sintomo strutturale di un sistema che per troppo tempo ha confuso la resilienza con la negazione del dolore. Quel convegno dovette essere rinviato, ma mai dimenticato. Oggi, insieme all'Associazione “Insieme si può”, lo riproponiamo con ancora maggiore determinazione per il prossimo 6 novembre a Roccella Ionica.

Nel frattempo, possiamo affermare con legittimo orgoglio che l'Amministrazione ha recepito l'impianto concettuale che avevamo disegnato: i Tavoli provinciali non sono un vezzo burocratico, ma il riconoscimento che la salute mentale di chi serve la Repubblica è questione di sicurezza collettiva".

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