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"Se chiudono la scuola, muore il paese": Careri in piazza per difendere il diritto allo studio

Autore Redazione Web | lun, 14 set 2026 17:08 | Careri Scuola Protesta Chiusura

La protesta della comunità dell'area metropolitana di Reggio Calabria andrà avanti nonostante la situazione già compromessa

La comunità di Careri, nell'area metropolitana di Reggio Calabria, è scesa in piazza per protestare contro la chiusura della locale scuola media "Francesco Perri". Famiglie, studenti e cittadini si sono radunati pacificamente davanti all'istituto e al municipio per difendere il diritto allo studio e denunciare il progressivo impoverimento del territorio. La decisione di chiudere la struttura, legata alla soppressione del codice meccanografico, costringerà gli alunni a spostarsi altrove, minacciando la sopravvivenza stessa del piccolo borgo montano.

Il timore principale della cittadinanza è che, senza una scuola attiva, sempre più famiglie saranno costrette ad allontanarsi. "Il nostro è un piccolo paese aspromontano che sta morendo", ha dichiarato una delle madri presenti al presidio, sottolineando la gravità della situazione: "Se ci chiudono la scuola, ci chiudono il paese. I nostri figli stanno diventando degli alunni invisibili che nessuno ascolta". I manifestanti lamentano un atto ritenuto profondamente ingiusto, che priva una comunità montana di un servizio essenziale garantito dalla Costituzione, colpendo non solo gli attuali studenti delle medie, ma anche i bambini che oggi frequentano l'infanzia e la primaria.

Sulla delicata questione è intervenuto il sindaco di Careri, Giuseppe Pipicella, il quale ha riferito l'esito dei suoi recenti colloqui con il Provveditorato agli Studi di Reggio Calabria e la dirigenza scolastica. "Alla luce della situazione attuale per quest'anno non c'è nulla da fare", ha spiegato con amarezza il primo cittadino, ribadendo tuttavia il proprio impegno istituzionale per il futuro: "Mi sono proposto di tentare di rimediare alla situazione l'anno prossimo, se cambiano le condizioni".

Nonostante la chiusura sembri inevitabile per l'anno scolastico imminente, la cittadinanza è decisa a far valere le proprie ragioni, come confermato dalla determinazione di un'altra manifestante: "Noi staremo qui finché non avremo una risposta positiva. Non molliamo".

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