Il gelato è diventato solidarietà: la piccola ha inaugurato la quinta edizione della manifestazione
D’Annunzio disse: “questo è il chilometro più bello
d’italia”. Ma non aveva ancora visto scirubetta e chiara: dopo il suo nastro a
scirubetta, quel chilometro è diventato il più bello del mondo
Sul Lungomare Falcomatà il gelato è diventato solidarietà. Chiara ha tagliato
il nastro della quinta edizione di Scirubetta e, tra sorrisi, donazioni e
centinaia di abbracci, ha portato con sé anche Natale, costretto a letto ma
presente nel cuore di tutti.
D’Annunzio lo aveva definito “il chilometro più bello d’Italia”. E forse aveva
ragione. Ma c’è una cosa che il grande poeta non poteva ancora sapere: non
aveva ancora visto Scirubetta e non aveva ancora visto Chiara.
Non l’aveva vista arrivare al Villaggio di Scirubetta, stringere mani,
sorridere alle persone, raccontare la storia di Natale e, soprattutto, tagliare
quel nastro tricolore davanti a una comunità che, poco dopo, avrebbe cominciato
ad avvicinarsi a lei.
Una persona, poi un’altra, poi un’altra ancora. Alla fine, centinaia di
persone.
Per questo oggi, con il sorriso e con tutto il rispetto per D’Annunzio,
possiamo permetterci una piccola correzione alla storia: quel chilometro non è
più soltanto il più bello d’Italia. Dopo aver visto Chiara a Scirubetta, è
diventato il chilometro più bello del mondo.
Non per il mare, non per il panorama e nemmeno soltanto per la bellezza del
Lungomare Falcomatà, ma per la bellezza delle persone che, per quattro giorni,
hanno dimostrato che un luogo può diventare straordinario quando riesce a
trasformarsi in una casa per tutti.
Tutto è iniziato il 12 settembre, con l’inaugurazione della quinta edizione di
Scirubetta. A tagliare il nastro tricolore è stata Chiara, una scelta
fortemente voluta dal Sindaco Francesco Cannizzaro, che aveva incontrato
Chiara e aveva capito che proprio lei, con la sua semplicità e il suo sorriso,
poteva rappresentare qualcosa di molto più grande del semplice inizio di una
manifestazione.
Cannizzaro, impegnato in concomitanti attività istituzionali, non ha potuto
essere presente fisicamente al momento del taglio del nastro, ma la sua volontà
era lì, rappresentata da Chiara.
E permetteteci di dirlo con il cuore: quel giorno Francesco Cannizzaro è stato
il sindaco del cuore. Perché ha fatto una cosa che vale più di tante parole: ha
visto Chiara. Ha visto una ragazza, una famiglia, una storia. Ha visto una
realtà associativa e una battaglia quotidiana. Ha visto qualcosa che troppo
spesso rischia di rimanere invisibile e ha scelto di darle uno spazio, un ruolo
e una possibilità.
In una società nella quale si parla tanto di inclusione, ci sono gesti che
valgono più di mille discorsi. Far entrare qualcuno dalla porta principale è
uno di questi.
Accanto a Chiara, in quel momento, c’erano l’onorevole Giusi Princi,
l’assessore comunale Antonino Maiolino, il presidente nazionale Conpait Angelo
Musolino e tutte le persone che hanno accompagnato l’apertura ufficiale del
Villaggio. A loro va il nostro primo, sincero ringraziamento.
Grazie a Francesco Cannizzaro per aver voluto Chiara protagonista, grazie a
Giusi Princi per aver condiviso con lei quell’emozione, grazie ad Antonino
Maiolino per la sua presenza e grazie ad Angelo Musolino e a tutta la grande
famiglia Conpait per aver trasformato Scirubetta non soltanto in una grande
manifestazione, ma anche in un luogo capace di accogliere, includere e dare
voce a una realtà come la nostra.
Dopo il taglio del nastro, una persona si è avvicinata a Chiara, poi un’altra e
poi un’altra ancora. Qualcuno chiedeva informazioni sull’associazione, qualcuno
voleva conoscere la storia di Natale, qualcuno ascoltava e qualcuno lasciava
una donazione. E poi arrivava quel gesto semplice e potentissimo: un abbraccio.
Uno dopo l’altro, senza distanza, senza imbarazzo e senza pietà, semplicemente
con affetto.
È stato allora che abbiamo capito che Scirubetta ci stava regalando qualcosa
che non era scritto in nessun programma. Perché ogni persona che abbracciava
Chiara, forse senza rendersene conto, stava abbracciando anche Natale.
Dietro il nome "Il Sorriso di Natale" ci sono due persone, due vite, due sorrisi
e una famiglia. Chiara poteva essere lì, Natale no.
La sua condizione lo costringe a letto e gli impedisce di vivere tanti di quei
momenti che per gli altri sembrano normali. Non poteva passeggiare tra gli
stand, incontrare quelle persone, ascoltare direttamente le loro parole o
ricevere quegli abbracci.
Eppure Natale era lì. Era nel nome dell’associazione, nelle nostre parole,
nella storia che raccontavamo, nelle donazioni e negli occhi delle persone che
si fermavano ad ascoltare. Era soprattutto in ogni abbraccio dato a Chiara.
Perché chi stringeva Chiara non stava stringendo soltanto una ragazza. Stava
stringendo una famiglia, una storia, una fragilità, una vita. E, senza
pronunciare una sola parola, quell’abbraccio sembrava dire: “Ti vedo”.
Forse è questo il regalo più grande che Scirubetta lascia all’associazione: la
consapevolezza che esistono donazioni che non passano dalle mani, ma dagli
occhi, dai sorrisi, dalle parole, dalla presenza e dagli abbracci.
Quando una persona che non ti conosce si avvicina e stringe Chiara,
quell’abbraccio diventa qualcosa che va oltre quei pochi secondi. Diventa
vicinanza, inclusione, solidarietà e diventa un messaggio. E quel messaggio, in
qualche modo, arriva anche a Natale.
La quinta edizione di Scirubetta ha portato sul Lungomare Falcomatà 34 maestri
gelatieri arrivati dall’Italia e da sette Paesi esteri, degustazioni,
spettacoli, musica, show cooking e migliaia di visitatori.
Dentro questa grande festa non sono mancati momenti capaci di regalare
leggerezza e sorrisi alle famiglie. Un grazie speciale va a Domimascotte, per
la presenza di Super Mario e Luigi, che hanno animato le serate del Villaggio
portando allegria, entusiasmo e tanti sorrisi ai più piccoli.
Perché anche il divertimento, quando nasce in un contesto di solidarietà,
diventa un modo per stare insieme e sentirsi parte di una comunità.
E poi ci sono loro, i volontari, le persone che hanno scelto di esserci.
Grazie ad Antonio, Rocco, Madalina, Carmen, Giorgia, Concetta, Chiara,
Giuseppina, Giusy, Rosamaria, Maria, Mimma, Orazio, Maria, Giovanni, Fiorella,
Angelo, Domy, Giuseppe, Paolo e Giuseppe.
Grazie per ogni ora trascorsa al Villaggio, per ogni persona accolta, per ogni
parola, per ogni mano tesa, per aver ascoltato, per aver sorriso e per aver
creduto nella nostra associazione, in Natale e in Chiara.
E grazie anche a chi avrebbe voluto esserci ma non ha potuto, perché esserci
non significa soltanto essere fisicamente presenti. A volte significa sostenere
da lontano, incoraggiare, telefonare, condividere, preoccuparsi e continuare a
credere.
Un’associazione non è fatta soltanto da un nome, da un logo o da una pagina.
Un’associazione è fatta dalle persone che decidono di camminare insieme,
soprattutto quando la strada diventa difficile.
E noi quella strada vogliamo continuare a percorrerla, per Natale, per Chiara e
per tutte quelle famiglie che ogni giorno vivono la fragilità e che spesso
hanno bisogno soltanto di qualcuno che dica loro: “Non siete soli”.
Chi non era a Scirubetta vedrà le fotografie. Vedrà il gelato, il Lungomare, la
folla, gli spettacoli, i maestri gelatieri e il successo di una grande
manifestazione.
Ma nessuna fotografia potrà raccontare davvero gli occhi di Chiara mentre
qualcuno si avvicinava per abbracciarla. Nessun video potrà contenere
completamente quell’emozione.
Perché c’è qualcosa che nessuna immagine può spiegare: quando qualcuno
abbracciava Chiara, quell’abbraccio arrivava anche a Natale.
E allora custodiremo tutto, ogni sorriso, ogni stretta di mano, ogni parola,
ogni donazione e ogni abbraccio. Perché magari, per chi lo ha dato, è durato
soltanto qualche secondo, ma per noi durerà molto di più. Resterà nella
memoria, nella storia della nostra associazione e nel cuore di Chiara. E siamo
certi che, in qualche modo, sarà arrivato anche a Natale.
Perché un abbraccio non ha bisogno di gambe per arrivare dove deve arrivare.
E allora sì, caro D’Annunzio, puoi perdonarci.
Tu avevi visto il mare, avevi visto il paesaggio, avevi visto la bellezza di
Reggio Calabria. Ma Chiara dentro il Villaggio di Scirubetta non l’avevi ancora
vista.
Non avevi visto una ragazza tagliare un nastro e, subito dopo, diventare il
punto d’incontro di centinaia di persone. Non avevi visto una comunità
fermarsi, non avevi visto un abbraccio diventare solidarietà e non avevi visto
una ragazza portare nel cuore un uomo che non poteva essere lì.
E allora oggi possiamo permetterci di correggere, almeno per un momento, quella
celebre definizione.
Il Lungomare Falcomatà resta il chilometro più bello d’Italia. Ma per noi, dopo
aver visto Chiara tagliare il nastro di Scirubetta, dopo aver visto quegli
occhi, quei sorrisi e quegli abbracci, è diventato il chilometro più bello del
mondo.
Grazie Reggio Calabria. Grazie Scirubetta. Grazie a chi ha creduto in Chiara, a
chi ha aperto una porta, a chi ha ascoltato la nostra storia, a chi ha donato e
a chi ha sorriso.
Grazie a Domimascotte, a Super Mario e Luigi, per aver regalato allegria alle
nostre serate. Grazie a tutti i volontari della nostra associazione. Grazie a
chi avrebbe voluto esserci e non ha potuto. Grazie a chi c’è stato fisicamente
e a chi ci è stato con il cuore.
E grazie soprattutto a tutte quelle persone che hanno fatto una cosa
apparentemente semplice, ma per noi dal valore immenso: hanno abbracciato
Chiara.
Forse non lo sapevano, ma mentre stringevano lei, stavano stringendo anche
Natale.
E questa, forse, è la cosa più bella che Scirubetta potesse lasciarci: Chiara
in piedi, Natale nel cuore e un intero chilometro di persone capaci di
stringerli entrambi.
D’Annunzio aveva trovato il chilometro più bello d’Italia.
Noi, del SORRISODINATALECHIARA a Scirubetta, abbiamo avuto la fortuna di vedere
Chiara trasformarlo nel chilometro più bello del mondo.