Il riferimento alla cosiddetta “piccola Manchester” richiama la stagione nella quale Villa San Giovanni rappresentava un importante centro produttivo e manifatturiero
Attraverso la storia delle Reali Fabbriche e dell’impresa dei Caracciolo, il libro racconta le trasformazioni economiche e demografiche che contribuirono alla crescita di Villa San Giovanni, mettendo in luce anche il ruolo delle donne e dei flussi migratori interni che caratterizzarono l’epoca.
Ai microfoni di Reggio TV, l’autrice Maria Giovanna Quaranta ha spiegato il significato della ricerca.
«L’impresa dei signori Caracciolo rappresenta l’incipit della città di Villa San Giovanni, che cambiò denominazione nel 1791. Questa realtà diede anche la possibilità alle giovani donne di vivere una forma di emancipazione femminile. Donne provenienti da San Roberto, Fiumara e da altri centri, incontrando i loro futuri mariti sul lavoro, si stabilirono a Villa San Giovanni, contribuendo dal punto di vista demografico alla grande crescita della città».
Un processo nel quale lo sviluppo delle attività produttive si intrecciò quindi con la trasformazione della società. Le fabbriche legate alla lavorazione della seta e alla produzione del vino divennero non soltanto luoghi di lavoro, ma anche spazi capaci di favorire nuovi rapporti sociali e di modificare progressivamente la composizione della comunità.
La presentazione è stata anche l’occasione per riflettere sul rapporto tra memoria, identità e futuro della città. Un tema sottolineato dalla presidente del Consiglio comunale di Villa San Giovanni, Caterina Trecoci.
«Il recupero della storia è sempre un grande onore. Villa San Giovanni non è solo una città di passaggio, ma di approdo, cultura e recupero della cultura. È stata una piccola Manchester, una realtà che aveva tante persone e che aveva rapporti con le Fiandre».
Il riferimento alla cosiddetta “piccola Manchester” richiama la stagione nella quale Villa San Giovanni rappresentava un importante centro produttivo e manifatturiero, legato soprattutto alla lavorazione della seta.
La serata del Festival “Correnti” ha così offerto al pubblico l’opportunità di riscoprire una parte importante della storia cittadina, riportando al centro dell’attenzione luoghi, persone e attività produttive che hanno contribuito alla costruzione dell’identità di Villa San Giovanni.
Un patrimonio storico che, attraverso la ricerca e la divulgazione, torna a essere raccontato alle nuove generazioni, rafforzando il legame tra la comunità e le proprie radici.