Dal centro città a Scilla, passando per Melito di Porto Salvo e Pentimele, le telecamere Rai hanno raccontato un territorio affasciante
Reggio Calabria e il suo territorio sono stati protagonisti di una puntata di “Linea Verde Italia”, andata in onda nella tarda mattinata di sabato 3 ottobre su Rai 1. Un viaggio televisivo che ha raccontato una Calabria capace di custodire la propria storia e, allo stesso tempo, di guardare al futuro.
A guidare il pubblico alla scoperta dell’area dello Stretto sono stati Monica Caradonna e Tinto, partendo dall’Arena dello Stretto e seguendo il filo conduttore di una parola profondamente legata all’identità reggina: “cangiari”, ovvero “cambiare” nel dialetto locale.
Il percorso ha attraversato luoghi, paesaggi e testimonianze di una terra da sempre crocevia di popoli e culture. Dalla città il racconto si è spinto verso la costa di Melito di Porto Salvo, dove storia e mare si sono incontrati attraverso le tracce dell’archeologia subacquea e il patrimonio custodito lungo questo tratto dello Stretto.
Uno dei momenti centrali della puntata è stato dedicato ai Bronzi di Riace, simbolo indiscusso del patrimonio archeologico calabrese. Le celebri statue, custodite al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, sono state raccontate anche attraverso il rapporto tra cultura, musica e innovazione: la tecnologia diventa infatti uno strumento fondamentale per studiare, conservare e proteggere opere di valore inestimabile, consegnandole alle generazioni future.
Dal patrimonio archeologico alla natura, il viaggio televisivo ha raggiunto le alture di Pentimele, dove le antiche fortificazioni affacciate sullo Stretto hanno offerto una prospettiva privilegiata su un fenomeno sorprendente: la migrazione degli uccelli tra Europa e Africa. Un passaggio stagionale che trasforma questi luoghi in un vero osservatorio naturale sul Mediterraneo.
L’ultima tappa ha portato le telecamere a Scilla, altro scenario simbolo della Calabria tirrenica. Qui il programma ha acceso i riflettori su due mestieri artigianali profondamente legati alla storia locale: quello dei maestri d’ascia, protagonisti della tradizione della cantieristica nautica, e quello dei liutai, custodi dell’antica arte della costruzione della chitarra battente. Focus anche sulla pesca del pesce spada.
È stato così un racconto fatto di mare e archeologia, natura e artigianato, innovazione e memoria, ma anche arte culinaria con lo chef Filippo Cogliandro. Una finestra televisiva sulla Calabria dello Stretto che ha mostrato come il passato possa continuare a vivere nel presente, trasformandosi in cultura, identità e nuove opportunità.
La puntata di “Linea Verde Italia” è stata realizzata in collaborazione con il Ministero della Cultura - Dipartimento per le Attività Culturali ed è possibile rivederla su RaiPlay.