dei profughi curdi dell’Ararat
L’eurodeputato Domenico Lucano (detto Mimmo, nato a Mèlito Porto Salvo RC nel 1958), già più volte sindaco di Riace (RC) e riconosciuto “utopico” apostolo dell’accoglienza a profughi e migranti, ha voluto ringraziare, con una lunga telefonata l’Università delle Generazioni la quale, nei giorni scorsi, gli aveva conferito il “Premio Badolato di Calabria contro lo spopolamento” in occasione del 40° anniversario (1986-2026) della nota vicenda del “paese in vendita” che ricorre proprio nell’imminente mercoledì 07 ottobre.
Durante la conversazione, Mimmo Lucano ha voluto ripercorrere le principali tappe che lo hanno portato a prendersi cura dei cosiddetti “ultimi” nell’ormai celebre “Modello Riace” sia perché ne sentiva una vocazione definita “ancestrale” e persino “istintiva”, ma anche perché ispirato dal sogno del riscatto del proletariato rurale, urbano e mondiale, come è stato per tantissimi personaggi dotati di amore umanitario, come, ad esempio, padre Alex Zanotelli (1938) e Pier Paolo Pasolini (1922-1975) il noto regista e narratore delle periferie, degli emarginati e della deriva dei popoli. Assai importante quanto imprescindibile è stato per Lucano, in veste di sindaco di Riace, il sostegno dell’allora vescovo di Locri, mons. GianCarlo Maria Bregantini (1948) forse apparso così tanto “movimentista” da essere poi - potremmo ben dire - sostanzialmente “esiliato” a Campobasso, in Molise.
Mimmo Lucano riconosce (e ringrazia) che gli sono stati autentici maestri di accoglienza il sindaco di Badolato, Gerardo Mannello, l’allora direttrice del CIR Calabria (Consiglio Italiano per i Rifugiati) Daniela Trapasso e tante altre figure che hanno animato dal 27 dicembre 1997 in poi l’epopea dell’accoglienza ai profughi kurdi della nave Ararat, approdata sulle coste joniche tra Riace e Soverato ed accolti in molte case vuote del borgo medievale; cosa avvenuta per la prima volta nella recente storia degli approdi.
Ed in effetti il binomio Badolato-Riace rifulge pure nel film “Il Volo” (2010) del famoso regista tedesco Wim Wenders (1945) il quale in un incontro di Premi Nobel a Berlino nel 2009 ha solennemente pronunciato una delle frasi più emblematiche del 20° secolo che tanto onore porta all’Italia e specialmente alla Calabria: “La vera utopia non è la caduta del muro di Berlino, ma quello che è stato realizzato in alcuni paesi della Calabria, Riace in testa!”… E Mimmo Lucano ammette che ha imparato l’accoglienza proprio a Badolato tra il 1997 e il 2002. E di Badolato si sente “figlio” di questa utopia poi realizzata che continua ancora con quel “Modello Riace” che è stato osannato ed imitato anche all’estero e che comprende pure la lotta allo spopolamento dei borghi e delle ruralità.