La Cooperativa sociale Nelson Mandela interviene dopo l’aggressione a un giovane di origine indiana e l’atto intimidatorio ai danni del presidente del Consiglio comunale Davide Lurasco
«Siderno e la Locride non si girano dall’altra parte». È il messaggio lanciato dalla Cooperativa sociale Nelson Mandela dopo due episodi che hanno scosso la comunità sidernese: l’aggressione ai danni di un ragazzo di origine indiana, finita anche sui social attraverso i video realizzati da alcuni giovani presenti, e il grave atto intimidatorio rivolto al presidente del Consiglio comunale di Siderno, Davide Lurasco.
Due vicende diverse, ma che secondo la cooperativa pongono una questione comune: quella della necessità di riaffermare con forza i valori della convivenza civile, del rispetto e della legalità.
L’aggressione e i video sui socialIl primo episodio riguarda un giovane di origine indiana che sarebbe stato aggredito da un gruppo di giovanissimi. A rendere ancora più inquietante la vicenda, sottolinea la Cooperativa Nelson Mandela, è il fatto che altri ragazzi avrebbero filmato l’aggressione, contribuendo poi alla diffusione delle immagini.
Le forze dell’ordine hanno identificato i ragazzi coinvolti e la loro posizione è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria minorile.
La cooperativa esprime vicinanza al giovane aggredito e invita la comunità a non considerare l’episodio come una semplice bravata.
Oltre alla violenza fisica, infatti, emerge il tema del rapporto tra adolescenti, dinamiche di gruppo e utilizzo dei social network, con il rischio che la sofferenza di una persona venga trasformata in un contenuto da condividere e guardare come uno spettacolo.
Solidarietà a Lurasco e all’amministrazione comunaleParallelamente, Siderno è stata interessata da un grave atto intimidatorio nei confronti del presidente del Consiglio comunale Davide Lurasco.
La Cooperativa Nelson Mandela esprime piena solidarietà a Lurasco e all’intera amministrazione comunale guidata dalla sindaca Maria Teresa Fragomeni, auspicando che le indagini possano fare piena luce sull’accaduto e individuare le responsabilità.
«Un gesto che colpisce una persona e, insieme, l’Istituzione che rappresenta», sottolinea la cooperativa, che ribadisce la propria fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e della magistratura.
L’auspicio è che l’episodio non condizioni l’attività dell’amministrazione e delle istituzioni cittadine.
«La violenza non può diventare il linguaggio delle nostre comunità»Di fronte ai due episodi, la Cooperativa sociale Nelson Mandela sceglie di intervenire non soltanto per esprimere solidarietà e condanna, ma per aprire una riflessione più ampia sul ruolo della comunità.
«La violenza non può diventare il linguaggio delle nostre comunità», afferma il presidente Maurizio Zavaglia.
Un principio che, secondo la cooperativa, deve valere senza distinzioni: «Non importa chi sia la vittima. Non importa da dove provenga. Non importa quale sia il suo ruolo. La dignità e il rispetto di ogni persona vengono prima di tutto».
«Condannare non basta»Per la Nelson Mandela, però, la condanna degli episodi non è sufficiente.
Quanto accaduto, sostiene la cooperativa, deve spingere adulti, famiglie, scuola, istituzioni e realtà educative e sociali a interrogarsi sulle proprie responsabilità e sulla capacità di intervenire prima che situazioni di disagio o conflitto degenerino.
Il tema riguarda soprattutto i più giovani e le dinamiche del branco.
L’obiettivo deve essere quello di intervenire «prima che la rabbia diventi violenza, prima che il branco sostituisca il pensiero, prima che un telefono trasformi la sofferenza di una persona in uno spettacolo da condividere».
Una sfida che chiama in causa anche la capacità del territorio di offrire ai ragazzi alternative concrete alla prevaricazione.
Il ruolo del Patto EducativoIn questo quadro, la Cooperativa Nelson Mandela richiama l’importanza dell’educazione e delle occasioni di partecipazione.
Ascolto, responsabilità, cultura, sport, spazi di aggregazione e opportunità per sentirsi parte della comunità vengono indicati come strumenti fondamentali per prevenire fenomeni di marginalità, violenza e isolamento.
Particolare attenzione viene rivolta al “Patto Educativo” sottoscritto tra istituzioni, scuole e realtà del Terzo settore, che secondo la cooperativa dovrebbe essere rilanciato e trasformato in uno strumento sempre più concreto e operativo.
L’idea è quella di rafforzare una rete educativa capace di accompagnare i giovani e di intercettare per tempo situazioni di disagio.
«L’inclusione non è uno slogan»Nel documento, la Cooperativa Nelson Mandela pone inoltre l’accento sul tema dell’inclusione.
«L’inclusione non è uno slogan», afferma Zavaglia. Significa, al contrario, «stare dalla parte di chi viene aggredito, discriminato o intimidito».
Un messaggio che la cooperativa rivolge all’intera comunità della Locride, chiamata a non lasciare spazio all’indifferenza.
«Siderno e la Locride non possono essere rappresentate dalla violenza e dalla prevaricazione di pochi – conclude la cooperativa – bensì da comunità oneste e laboriose che devono scegliere, ogni giorno, da che parte stare».
La scelta dichiarata dalla Cooperativa sociale Nelson Mandela è netta: «Noi scegliamo la parte dell’umanità, della legalità, dell’inclusione, della non violenza e del contrasto alle mafie».
Un appello che, dopo gli ultimi episodi, punta a trasformare la condanna in una responsabilità collettiva e a riportare al centro della comunità il valore del rispetto, della solidarietà e della partecipazione.