Giovani e nuove fragilità: alla Mediterranea la conferenza internazionale sui comportamenti a rischio

Autore Redazione Web | mer, 07 ott 2026 18:00 | Università Mediterranea Giovani Fragilità Connvegno Reggio Calabria

Nel corso dell'evento l'attenzione si è concentrata, in particolar modo, sulle fondamentali strategie di prevenzione e protezione

L'Università Mediterranea di Reggio Calabria accende i riflettori sui comportamenti a rischio dei giovani, concentrandosi sulle fondamentali strategie di prevenzione e protezione. Durante un recente convegno sul tema, è emerso chiaramente come i pericoli per gli adolescenti siano mutati di pari passo con la rapida evoluzione della società odierna.

La conferenza internazionale, dal titolo "Risk Behaviors: Between Vulnerability and Protection", è stata promossa nell’ambito del Progetto PROBEN 2 e delle attività del Servizio di Counseling di Ateneo.

Giulio D'Urso, docente di Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione all'Ateneo reggino, ha spiegato che la sfida più complessa oggi consiste nel "rintracciare quelli che sono i fattori di rischio" legati al disagio. L'incontro ha offerto un'analisi approfondita sulle vulnerabilità adolescenziali, focalizzandosi in particolar modo sui comportamenti legati alle dipendenze e sulle "psicopatologie che possono nascere già in adolescenza e poi configurarsi come vere strutture di personalità", tra cui spicca il narcisismo.

Rispetto al passato, la natura delle minacce è cambiata profondamente a causa dell'introduzione di nuovi mediatori culturali. L'avvento e la diffusione delle nuove tecnologie rappresentano, in questo contesto, uno degli elementi di maggiore criticità. Il professor D'Urso ha infatti sottolineato come la mancanza di "controllo" e l'assenza di un limite di tempo adeguato trascorso davanti ai dispositivi si configurino come un potenziale innesco per la cosiddetta "internet addiction" o per la dipendenza dai social media. Si tratta di dinamiche insidiose che prendono il sopravvento soprattutto quando i ragazzi "sfuggono al controllo genitoriale, della società o anche degli insegnanti", finendo inevitabilmente per imbattersi in percorsi e comportamenti definiti atipici.

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