Il 15 e 16 ottobre la XX edizione del Premio promosso dalla Fondazione Carical
Due giornate dedicate al dialogo tra culture, popoli e visioni del Mediterraneo. È questo il filo conduttore della XX edizione del Premio per la Cultura Mediterranea, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania, in programma a Cosenza il 15 e 16 ottobre.
Un appuntamento che, giunto al traguardo dei vent’anni, guarda al Mediterraneo attraverso le grandi trasformazioni del presente e dedica particolare attenzione al rapporto tra cultura, informazione, tecnologia e intelligenza artificiale.
Si parte giovedì 15 ottobre alle 17, nell’Aula Magna dell’Università della Calabria, con il convegno “Tra parole, immagini e algoritmi: nuovi linguaggi, nuove connessioni”. Un confronto che metterà al centro le trasformazioni della comunicazione e della società nell’epoca dell’intelligenza artificiale.
Interverranno Gianluigi Greco, Magnifico Rettore dell’Unical, Giovanni Pensabene, presidente della Fondazione Carical, Mario Bozzo, presidente del Premio per la Cultura Mediterranea, Vincenzo Paglia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, Pietro Scarpino, Executive Head of Applied Innovation di NTT Data, la giornalista Giuliana Sgrena e l’artista Massimo Sirelli. A moderare l’incontro sarà la giornalista di Lac News24 Alessia Principe.
Il giorno successivo, venerdì 16 ottobre alle 17.15, i riflettori si sposteranno sul Teatro di tradizione Alfonso Rendano di Cosenza, dove si terrà la cerimonia conclusiva della XX edizione del Premio.
Il riconoscimento, istituito dalla Fondazione Carical, valorizza studiosi, scrittori, giornalisti e traduttori impegnati nella promozione delle molteplici espressioni culturali del Mediterraneo e delle loro implicazioni nella società contemporanea.
Le terne finalisteParticolarmente ricca la rosa dei finalisti delle diverse sezioni.
Per la Società Civile sono in corsa Oscar Camps, fondatore della ONG Proactiva Open Arms, Nicolò Govoni, attivista per i diritti umani e fondatore di Still I Rise, e Taghi Rahmani, giornalista e attivista iraniano.
Nella sezione Scienze dell’Uomo figurano il filosofo e saggista Massimo Cacciari, la biologa molecolare Antonella Fioravanti e la scrittrice e consigliera delegata della Fondazione Istituto Nazionale del Dramma Antico Marina Valensise.
Per la Cultura dell’Informazione la sfida è tra la giornalista e autrice televisiva Milena Gabanelli, la giornalista e divulgatrice scientifica Barbara Gallavotti e Yaroslav Trofimov, giornalista di origine ucraina e capo corrispondente per gli affari esteri del Wall Street Journal.
Tre le finaliste anche nella sezione Traduzione: Liljana Cuka Maksuti per l’albanese, Yasmina Mélaouah per il francese ed Elvira Mujčić per il bosniaco, croato e serbo.
Nella Narrativa concorrono Gli antropologi di Ayşegül Savaş (Gramma Feltrinelli), Il mondo che ha fatto di Roberto Ferrucci (La Nave di Teseo) e La coscienza di Ottavio di Livio Gambacorta (Iacobelli Editore).
Per la Narrativa Giovani, sezione dedicata alle opere prime e alle tematiche più vicine alle nuove generazioni, sono finaliste La grande sete di Erica Cassano (Garzanti), Malanima di Rosita Manuguerra (Feltrinelli) e Bellagio di Monica Savaresi (SEM).
A decretare il vincitore di quest’ultima sezione sarà una giuria scolastica composta da oltre 300 studenti delle scuole superiori calabresi e lucane, che saranno presenti in teatro.
I premi specialiPer l’edizione 2026 la giuria internazionale ha inoltre assegnato un Premio Speciale a Majd al-Assar, scrittrice e giornalista palestinese, per il volume Il mio cuore libero, la forza di una madre, pubblicato da Garzanti.
Il Premio Speciale della Fondazione Carical, destinato a personalità di eccellenza della Calabria e della Basilicata nei settori economico, imprenditoriale, culturale, sociale e scientifico, sarà invece consegnato a Marco Lavalle, scienziato originario di Tricarico, in provincia di Matera, oggi impegnato negli Stati Uniti alla NASA come responsabile di progetto di un gruppo tecnico specializzato nell’ingegneria dei sistemi radar e nell’osservazione della Terra.
Il ritorno di Tahar Ben JellounOspite d’eccezione della serata sarà Tahar Ben Jelloun, scrittore, poeta e saggista marocchino, che torna a Cosenza a distanza di vent’anni dalla prima edizione del Premio. Ben Jelloun fu infatti tra i vincitori della prima edizione, nella sezione Società Civile, insieme allo scrittore israeliano Amos Oz.
La cerimonia sarà condotta dalla giornalista del Tg1 Maria Gabriella Capparelli. I premiati saranno protagonisti di momenti di confronto e approfondimento dedicati alle diverse questioni che attraversano oggi il Mediterraneo.
La serata conclusiva, curata dal direttore organizzativo del Premio e regista della manifestazione Stefano Bellu, riprenderà il tema affrontato durante il convegno del giorno precedente: l’intelligenza artificiale, tra opportunità e sfide.
Letture, azioni teatrali, danza e musica accompagneranno il pubblico in un percorso narrativo nel quale tecnologia e innovazione diventano lo spunto per una riflessione più ampia sul ruolo dell’essere umano.
A vent’anni dalla sua nascita, il Premio per la Cultura Mediterranea conferma così la propria vocazione: utilizzare la cultura come spazio di incontro e confronto, mettendo in relazione le diverse sponde del Mediterraneo e affrontando, attraverso la parola e le arti, le grandi trasformazioni del nostro tempo.