Reggio, si conclude la Festa di San Bruno: celebrazione eucaristica presieduta da mons. Di Pietro

Autore Redazione Web | ven, 09 ott 2026 12:56 | Reggio-Calabria Parrocchia-San-Bruno Cesare-Di-Pietro Festa-Di-San-Bruno

La presenza del vescovo di Locri-Gerace ha chiuso i dieci giorni di iniziative per ricordare il fondatore dell'Ordine Certosino

Si è conclusa con la solenne concelebrazione eucaristica nella parrocchia di San Bruno di Reggio Calabria la tradizionale Festa dedicata al fondatore dell'Ordine Certosino, che per dieci giorni ha riunito fedeli, famiglie e devoti attorno alla figura del grande santo della contemplazione e della pace.

La celebrazione, particolarmente partecipata, è stata presieduta da S.E. Mons. Cesare Di Pietro, vescovo di Locri-Gerace, insieme con mons. Angelo Casile, parroco della comunità di San Bruno, e con don Giacomo D'Anna, parroco dell'Itria. Numerosi i fedeli presenti nel giorno dell'anniversario della morte del santo.

Nell'omelia il vescovo ha invitato a riscoprire la grande eredità spirituale lasciata da San Bruno, ricordando come l'esperienza certosina abbia trovato in Calabria un terreno particolarmente fecondo, già preparato dalla presenza del monachesimo orientale. In questo contesto, il santo di Colonia si inserì armoniosamente in una tradizione religiosa già viva, contribuendo a fare della Calabria una delle terre più significative del monachesimo cristiano.

Richiamando anche la testimonianza degli eremiti che ancora oggi vivono nel silenzio e nella preghiera, mons. Di Pietro ha indicato in San Bruno un maestro capace di ricordare all'uomo contemporaneo che la vita trova il suo significato più profondo nell'ascolto di Dio e nel servizio ai fratelli.

Particolarmente intensa la parte conclusiva dell'omelia, dedicata alle sfide educative del nostro tempo. Prendendo spunto dal recente episodio di violenza che ha coinvolto un giovane indiano a Siderno, il presule ha parlato di una vera emergenza educativa che interpella l'intera società. Da qui l'accorato appello rivolto alle famiglie, alla scuola, alle associazioni e alle parrocchie affinché siano sempre più vicine alle nuove generazioni, capaci di ascoltarne le inquietudini, le domande e le fragilità spesso nascoste.

«Siamo chiamati a formare operatori di pace e di fraternità», ha affermato il vescovo, invitando la comunità ecclesiale e civile a non restare indifferente davanti ai segnali di disagio che attraversano il mondo giovanile.

Come da tradizione, al termine della celebrazione si è svolta la benedizione e la distribuzione delle "panelle" di San Bruno, gesto che richiama la carità e l'attenzione ai poveri che caratterizzano la spiritualità certosina.

La Festa è stata anche occasione per riaffermare il profondo legame che unisce la comunità parrocchiale reggina ai luoghi bruniani della Calabria. Negli anni tale rapporto si è consolidato attraverso i tradizionali pellegrinaggi a Serra San Bruno ed è stato ulteriormente rafforzato dal gemellaggio spirituale siglato nel 2023 con il Santuario di Santa Maria del Bosco, luogo dove il santo trascorse gli ultimi anni della sua vita e morì il 6 ottobre 1101.

Particolarmente significativo è inoltre il legame storico che unisce San Bruno alla città di Reggio Calabria. La tradizione ricorda infatti che proprio nel luogo in cui oggi sorge la parrocchia il santo sostò in preghiera tra il 1089 e il 1090 durante la permanenza in città di papa Urbano II e del conte Ruggero d'Altavilla. In quell'occasione gli venne proposta la guida dell'arcidiocesi reggina, incarico che rifiutò per rimanere fedele alla propria vocazione contemplativa e ritirarsi successivamente nelle Serre calabresi.

La comunità custodisce da quasi settant'anni una particolare devozione al fondatore dei Certosini. Fu infatti una felice intuizione dell'arcivescovo Giovanni Ferro e del primo parroco don Mario Manca erigere, il 27 giugno 1957, la nuova parrocchia dedicata a San Bruno. L'attuale chiesa venne poi benedetta il 27 maggio 1962. Una scelta non priva di significato: quella reggina fu infatti la prima chiesa al mondo dedicata a San Bruno, fondatore dell’Ordine Certosino.

Tra le testimonianze più preziose conservate nell'edificio sacro spicca la storica statua lignea settecentesca di San Bruno, affettuosamente conosciuta dai reggini come "San Brunello". Alla storica effigie è legata una tradizione che ancora oggi conserva il ricordo di una grazia attribuita all'intercessione del santo. La statua fu infatti realizzata per volontà del messinese Matteo Spadaro che, secondo la tradizione, nel 1730 volle sciogliere un voto dopo essere scampato a un naufragio. Durante la notte, una luce proveniente dalla chiesetta dedicata a San Bruno gli avrebbe indicato la via per raggiungere la riva in salvo. In segno di riconoscenza fece realizzare e donò l'effigie del santo. Le dimensioni contenute della scultura portarono ben presto il popolo a chiamarla familiarmente "San Brunello", nome che nel tempo finì per identificare prima la contrada e successivamente l'intero quartiere reggino.

Accanto a essa è custodita anche un'antica campana in bronzo del 1754, ulteriore testimonianza della secolare devozione bruniana nella città dello Stretto.

Si chiude così un'edizione particolarmente partecipata della Festa di San Bruno, scandita da celebrazioni, momenti di preghiera, incontri comunitari e iniziative culturali che hanno richiamato numerosi fedeli. Un cammino che ha confermato non solo il profondo radicamento della devozione bruniana nella città di Reggio Calabria, ma anche l'attualità del messaggio consegnato da mons. Cesare D Pietro alla comunità: “educare alla pace, all'ascolto e alla fraternità."

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