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Reggio, il Parco 13 Giugno 1999 attende ancora una targa per celebrare la storica promozione della Reggina

Autore Grazia Candido | sab, 10 ott 2026 08:00 | Targa Parco-13-Giugno-1999 Reggina Storia

Il Signor Cicciù richiama il Comune a dare concreta attuazione all’intitolazione e a restituire decoro e identità a uno spazio pubblico 

A Reggio Calabria ci sono date che non hanno bisogno di spiegazioni per chi ama il calcio e porta nel cuore i colori amaranto. Il 13 giugno 1999 è una di queste. Quel giorno la Reggina conquistò per la prima volta la Serie A, aprendo un capitolo indimenticabile della storia sportiva cittadina e regalando ai suoi tifosi un’emozione che, ancora oggi, appartiene alla memoria collettiva.

Eppure, nel quartiere Gebbione, proprio a quella giornata è dedicato un parco che sembra non aver ancora ricevuto il riconoscimento concreto che il suo nome dovrebbe rappresentare.

Si trova in via Paolo Suraci, alle spalle dell’asilo nido comunale, e porta la denominazione di Parco 13 Giugno 1999. Un’intitolazione legata a una pagina importante della storia reggina, che sarebbe stata approvata attraverso gli atti della Commissione Toponomastica. A richiamare l’attenzione sulla vicenda è Pasquale Cicciù, cittadino e tifoso amaranto che da tempo segue la questione.

Il problema, secondo quanto segnalato da Cicciù, è che chi arriva nell’area non trova una targa che identifichi il parco. Non risulterebbero organizzati neppure un momento inaugurale o una cerimonia pubblica per celebrare l’intitolazione.

La denominazione, dunque, rischia di restare sconosciuta a molti residenti, soprattutto a chi non conosce la storia amministrativa del luogo. Una circostanza che rende necessario fare chiarezza sugli atti e, soprattutto, completare un percorso che dovrebbe trasformare una decisione formale in un riconoscimento tangibile.

Non è soltanto una questione di segnaletica. Dare un nome a uno spazio pubblico significa attribuirgli un’identità, legarlo alla storia della comunità e consentire a quel ricordo di essere trasmesso anche a chi verrà dopo.

La segnalazione riguarda anche le condizioni in cui si presenta oggi l’area, documentate dalle fotografie che accompagnano la denuncia. Il parco necessita di attenzione e di interventi che possano renderlo più decoroso e fruibile per il quartiere.

Cicciù riferisce di provvedere personalmente alla pulizia di una parte dello spazio, facendosi carico di un impegno che nasce dal legame con il territorio e dalla volontà di non lasciare che l’area venga trascurata.

Un’iniziativa individuale che racconta quanto possa essere importante il senso civico, ma che "non può sostituire una gestione ordinaria e continuativa da parte degli enti preposti. La cura degli spazi comuni deve essere garantita nel tempo, affinché parchi e piazze possano diventare luoghi vissuti e rispettati" - afferma il signor Cicciù.

Per il cittadino che ha riportato la questione al centro dell’attenzione, la priorità è chiara: fare in modo che il Parco 13 Giugno 1999 venga finalmente riconosciuto anche sul posto, con una targa che riporti la sua denominazione.

Sarebbe opportuno che il Comune verificasse lo stato dell’iter amministrativo, chiarisse quali passaggi siano eventualmente ancora necessari e provvedesse a dare concreta attuazione all’intitolazione. Un’iniziativa pubblica potrebbe inoltre rappresentare l’occasione per ricordare il significato di quella data e restituire visibilità a un luogo che porta il nome di una conquista storica.

La prima promozione della Reggina in Serie A non appartiene soltanto agli archivi sportivi. È una pagina che parla del rapporto tra una squadra e la sua città, della passione dei tifosi e di un traguardo che ha portato Reggio Calabria al centro dell’attenzione calcistica nazionale.

Per questo il caso del parco di Gebbione merita una risposta. Adesso, la questione è nelle mani dell’Amministrazione comunale, chiamata a verificare gli atti e a valutare gli interventi necessari, sia per l’identificazione del sito sia per la sua manutenzione.

E sono proprio i residenti a ribadire che "una città custodisce la propria storia non soltanto attraverso i grandi monumenti, ma anche con piccoli luoghi quotidiani, capaci di raccontare ciò che è stata e ciò che continua a essere". 

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