Una serata promossa dal Comitato di Quartiere “Sbarre San Francesco”
Il salone parrocchiale della chiesa di San Francesco d’Assisi ha ospitato il concorso di poesia “Il silenzio diventa voce”, organizzato dal Comitato di Quartiere “Sbarre San Francesco”, che ha riunito poeti, appassionati di cultura e rappresentanti della comunità in una serata all’insegna della sensibilità, della condivisione e dell’amore per la parola poetica.
Un appuntamento che ha dato spazio alla creatività e ai sentimenti, dimostrando come la poesia sappia trasformare pensieri, ricordi, esperienze personali e valori universali in parole capaci di arrivare al cuore. Il titolo stesso della manifestazione racchiude il significato più profondo dell’iniziativa: dare voce a ciò che spesso rimane nascosto, alle emozioni più intime e a quelle riflessioni che trovano nella poesia una forma autentica di espressione.
Il concorso ha registrato la partecipazione di 32 poeti, che hanno presentato complessivamente 58 opere, suddivise in due sezioni. La prima, a tema libero, ha raccolto 36 componimenti; la seconda, dedicata a San Francesco d’Assisi, ne ha accolti 22. Le poesie sono state scritte alcune in lingua italiana, altre in vernacolo calabrese, valorizzando così sia la ricchezza della lingua nazionale sia il patrimonio espressivo e identitario della tradizione dialettale locale.
Due percorsi differenti, ma accomunati dalla stessa passione: raccontare il mondo attraverso la forza evocativa dei versi. Da una parte, la libertà di affrontare temi personali e universali; dall’altra, il richiamo alla figura di San Francesco, esempio di semplicità, fraternità, amore per il creato e vicinanza agli ultimi.
Per la prima sezione, a tema libero, sono stati premiati i poeti Giovanni Suraci, Franca Evoli e Maria Angela Trunfio.
Per la seconda sezione, dedicata a San Francesco d’Assisi, si sono classificati Anna Di Prima, Rocco Criseo e Maria Fortunata Latella.
Ai vincitori sono stati consegnati una pergamena e la relativa coppa in un momento significativo che ha unito il riconoscimento del valore artistico delle opere allo spirito di accoglienza e fraternità che ha caratterizzato l’intera manifestazione.
Nel corso della serata sono stati inoltre consegnati diversi riconoscimenti. Una targa è stata attribuita alla Comunità Francescana e a frà Gianluca Chilà quale segno di gratitudine e vicinanza. Una targa per la partecipazione straordinaria è stata destinata al poeta Franco Blefari, assente per motivi di salute, mentre un ulteriore riconoscimento è stato consegnato al poeta Pino Minniti. Non è voluto mancare all'appuntamento il consigliere comunale Emiliano Imbalzano, la cui presenza ha rappresentato un segno di attenzione verso le iniziative culturali e sociali promosse nel quartiere.
Sono state assegnate anche le pergamene ai poeti classificati al quarto posto ex aequo, a testimonianza dell’apprezzamento per il contributo offerto dai partecipanti e della volontà di valorizzare il maggior numero possibile di voci poetiche.
Un momento particolarmente significativo è stato dedicato ai più giovani, Saverio Notaro, Giovanna Alampi, Erika Iannò e Nina Greco la cui partecipazione ha sottolineato l’importanza di avvicinare le nuove generazioni alla poesia, alla lettura e alla cultura, incoraggiando la creatività e la capacità di esprimere pensieri ed emozioni attraverso la scrittura.
A rendere ancora più coinvolgente la manifestazione sono stati gli intermezzi musicali del coro “Musica Nova”, che hanno accompagnato i diversi momenti della serata, creando un’atmosfera di partecipazione e armonia.
Spazio anche alle nuove forme di espressione artistica con la proiezione della videopoesia di Pietro Ravenda, un incontro tra versi e immagini che ha arricchito il programma, mostrando come la poesia possa dialogare con linguaggi differenti e raggiungere il pubblico attraverso modalità comunicative originali.
L’intera serata è stata brillantemente condotta dalla giornalista Ilda Tripodi che ha accompagnato il pubblico tra le diverse fasi dell’evento con professionalità e sensibilità, valorizzando i protagonisti, le opere presentate e il significato culturale dell’iniziativa.
Il successo del concorso rappresenta anche un’importante occasione per sottolineare il ruolo del Comitato di Quartiere “Sbarre San Francesco”, una realtà presente nel territorio della periferia Sud, impegnata a promuovere momenti di incontro, partecipazione e crescita collettiva.
Attraverso iniziative culturali come “Il silenzio diventa voce”, il Comitato contribuisce a rafforzare il senso di appartenenza al quartiere, creando occasioni nelle quali le persone possono incontrarsi, condividere esperienze e riconoscersi in valori comuni. La cultura diventa così uno strumento concreto di aggregazione, capace di mettere in relazione generazioni diverse e di dare spazio ai talenti e alle sensibilità presenti nella comunità.
Particolarmente significativo è il rapporto di vicinanza con la Comunità Francescana, con la quale il Comitato condivide il desiderio di promuovere occasioni di fraternità, solidarietà e partecipazione. La scelta del salone parrocchiale della chiesa di San Francesco d’Assisi e la dedica di una sezione del concorso al Santo hanno conferito alla manifestazione un valore che va oltre la dimensione letteraria, richiamando principi di pace, umiltà, rispetto e amore verso il prossimo.
La poesia possiede una capacità speciale: permette di fermarsi, ascoltare e guardare la realtà da una prospettiva diversa. In un tempo in cui tutto sembra correre velocemente, i versi invitano a riscoprire il valore della parola, dell’ascolto e della condivisione. Anche il vernacolo calabrese, presente in numerose opere, ha contribuito a dare voce alle radici, alla memoria e all’identità del territorio.
Il concorso “Il silenzio diventa voce” ha rappresentato, dunque, non soltanto un’occasione per premiare gli autori e le loro composizioni, ma anche un momento di incontro tra arte, tradizione e comunità.
Perché la poesia, quando incontra le persone, non rimane soltanto scritta sulla carta: diventa emozione, memoria, dialogo e speranza. E il silenzio, davvero, trova la sua voce.
(foto di Santo Federico)