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Emergenza idrica in Calabria, De Cicco: "Sorical non funziona, il potabilizzatore di Piano Lago al Consorzio Valle Crati"

Autore Redazione Web | lun, 12 ott 2026 09:07 | Emergenza-Idrica Calabria De-Cicco Sorical

Il capogruppo dei Democratici Progressisti Meridionalisti chiede un cambio di gestione del servizio idrico


«L’ennesima giornata di disagi legata al maltempo dello scorso 10 ottobre, con impianti di potabilizzazione fermi nel Cosentino e nel Catanzarese e blackout nel Reggino, è la conferma plastica di un dato non più rinviabile: il sistema idrico calabrese così com’è gestito non funziona. La logica dei tamponamenti e delle continue emergenze ha fallito e a farne le spese sono esclusivamente i cittadini».

A dichiararlo è Francesco De Cicco, consigliere regionale e capogruppo dei Democratici Progressisti Meridionalisti, da sempre in prima linea per la tutela delle risorse idriche e per la garanzia di un servizio efficiente in Calabria e nella provincia di Cosenza.

«Se Arrical rappresenta l’ente di governo del sistema che può tracciare le linee guida, è oramai evidente che Sorical non ha la struttura idonea, né tecnica né organizzativa, per farsi carico dell’intero bacino regionale. La percezione dei calabresi nei confronti di Sorical è quella di un soggetto distante, un muro burocratico che ha provocato un netto distacco dai territori. L’ingresso di Sorical nei Comuni non ha portato i miglioramenti promessi, ma spesso soltanto bollette più salate a fronte di un servizio che rimane precario e privo di continuità nei momenti di criticità».

Secondo il capogruppo di DPM, è arrivato il momento di abbandonare le rigidità centralistiche e valutare modelli che sul campo hanno già dimostrato efficienza e reale vicinanza alle comunità.

«Non si tratta di fare uno spot a nessuno, ma di guardare pragmaticamente a ciò che funziona. L'esperienza del Consorzio Valle Crati, ad esempio sul fronte della depurazione e della gestione degli impianti fognari, dimostra come la vicinanza al territorio e il rapporto diretto con l'utenza consentano di mantenere alti gli standard qualitativi e contenuti i costi. Perché non provare a sperimentare questa strada anche per il servizio idrico integrato, partendo dalle emergenze e dalle infrastrutture strategiche ferme?».

A tal proposito, De Cicco richiama una vertenza simbolo su cui è impegnato da oltre un anno, sin dal suo insediamento in Consiglio Regionale: la messa in funzione del potabilizzatore di Piano Lago. 

«È da un anno, con atti istituzionali e interrogazioni consiliari, che chiedo risposte chiare sullo stato d'avanzamento, sulla funzionalità e sui tempi di attivazione dell'impianto di Piano Lago. È un'infrastruttura fondamentale che potrebbe dare risposte concrete e immediate alla crisi idrica del territorio, ma che continua a rimanere un'opera incompiuta o sottoutilizzata. Il progetto pilota potenziale non deve rimanere sulla carta: si potrebbe partire sin da subito affidando al Consorzio Valle Crati la gestione del potabilizzatore di Piano Lago. Sarebbe il banco di prova ideale per testare sul campo un modello operativo d'eccellenza, capace di garantire continuità, manutenzione tempestiva ed efficienza reale». 

L’ipotesi complessiva, avanzata anche dal presidente del Consorzio Valle Crati Maximiliano Granata, prevede un piano strutturato con il censimento delle criticità entro 30 giorni, un piano operativo entro 60 giorni e le prime sperimentazioni entro 90 giorni, coinvolgendo la Regione Calabria, Arrical, Sorical, la Protezione Civile e il supporto tecnologico di partner consolidati come Kratos e Acea.

«Un modello di governance di prossimità – conclude Francesco De Cicco – è un tentativo doveroso che la Regione e Arrical devono prendere in considerazione per superare un'inefficienza cronica. I cittadini calabresi non chiedono miracoli, ma un gestore presente, 'amico' del territorio e capace di garantire l'acqua nelle case anche quando piove. Sbloccare il potabilizzatore di Piano Lago e affidarlo a una struttura efficiente e vicina alle comunità è il primo passo concreto per dimostrare che le cose in Calabria possono finalmente cambiare».


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