Il primo cittadino condanna il gesto e ribadisce la solidarietà a Michele Galimi e ai suoi familiari
Conia ribadisce, a nome personale e dell’intera Amministrazione comunale, la «massima, sincera e incondizionata solidarietà» a Galimi e ai suoi familiari. Allo stesso tempo, invita a evitare ricostruzioni e insinuazioni che, a suo giudizio, rischiano di danneggiare l’immagine della città e di alimentare tensioni senza contribuire all’accertamento della verità.
«Avevamo dato la nostra disponibilità a un’azione unitaria»Nel comunicato, il sindaco ricostruisce i contatti avuti con i consiglieri di minoranza, che avevano richiesto un incontro dopo l’accaduto. Conia afferma di aver garantito la propria disponibilità a un’iniziativa condivisa per affrontare la vicenda, anche attraverso un successivo messaggio che dichiara di essere pronto a rendere pubblico.
Secondo il primo cittadino, tuttavia, all’apertura istituzionale sarebbe seguita una diversa iniziativa politica, caratterizzata da polemiche e ricostruzioni che considera inaccettabili.
«Stranamente, invece di accogliere un’apertura istituzionale e trasparente, si è preferito intraprendere tutt’altra strada», sostiene Conia, contestando il modo in cui la vicenda sarebbe stata utilizzata nel confronto politico cittadino.
«Respingiamo l’immagine di una città antidemocratica»Uno dei passaggi più netti del comunicato riguarda le descrizioni di Cinquefrondi come una comunità segnata da un clima «brutto, pesante e antidemocratico». Il sindaco respinge con forza questa rappresentazione e rivendica il percorso compiuto dal Comune negli ultimi anni.
Conia richiama l’identità di Cinquefrondi come «Città dei Diritti», sottolineando il lavoro svolto dall’Amministrazione, dal movimento Rinascita per Cinquefrondi, dalle associazioni e dalle componenti civili e democratiche del territorio sui temi dell’accoglienza, della cultura, della legalità e dell’impegno antimafia.
Per il primo cittadino, l’episodio intimidatorio non deve diventare il pretesto per mettere in discussione la storia e l’immagine della comunità. «Se qualcuno pensa di rovinare l’immagine del nostro Comune e di farlo tornare indietro di decenni, sappia che non glielo permetteremo», afferma.
Il nodo della matrice dell’intimidazioneConia contesta inoltre il fatto che, a suo giudizio, nel dibattito politico si sia dato spazio soprattutto all’ipotesi di una possibile matrice politica, senza porre sufficiente attenzione al problema della criminalità.
Il sindaco invita a mantenere alta la vigilanza e a lasciare che siano le autorità competenti a fare piena luce sull’accaduto, evitando conclusioni premature e dichiarazioni che possano alimentare sospetti non verificati.
Da qui l’appello rivolto a chiunque ritenga di avere informazioni utili: «Chi sa parli, si presenti alle autorità competenti e io sarò al suo fianco per accompagnarlo, fare chiarezza e sporgere denuncia».
Una presa di posizione con cui il primo cittadino chiede di abbandonare le illazioni affidate ai social network e alla stampa e di indirizzare ogni eventuale elemento utile nelle sedi appropriate.
Il Comune annuncia la costituzione di parte civileSul piano istituzionale, Conia annuncia che il Comune di Cinquefrondi si costituirà parte civile quando saranno individuati i responsabili, con l’obiettivo di tutelare l’ente e il decoro della città.
Il sindaco esprime inoltre piena fiducia nella Magistratura e nelle Forze dell’Ordine, alle quali rinnova la propria stima e la disponibilità dell’Amministrazione a collaborare per arrivare alla verità nel più breve tempo possibile.
Nel finale del comunicato, Conia torna a distinguere la solidarietà alla famiglia colpita dalla vicenda dalle polemiche che ne sono seguite, ribadendo che la dignità della comunità non deve diventare terreno di scontro politico.
La sua conclusione è un appello alla responsabilità: la condanna dell’intimidazione deve restare ferma, mentre ogni eventuale responsabilità e ogni ipotesi sulla natura del gesto dovranno essere accertate nelle sedi competenti, senza alimentare speculazioni.
«La solidarietà alla famiglia Galimi resta totale e indiscutibile, ma la dignità della nostra comunità e il rispetto per le istituzioni non saranno mai materia di ricatto né di sciacallaggio politico», conclude il sindaco.