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Proteste di agricoltori e autotrasportatori, Movimento Popolare Nazionale: "La mobilitazione non si ferma, servono risposte strutturali"

Autore Redazione Web | gio, 15 ott 2026 20:41 | Protesta Agricoltori Autotrasportatori Movimento-Popolare-Italiano

Il movimento contesta a Coldiretti di rivendicare i risultati del contributo regionale e attribuisce alle proteste di agricoltori e autotrasportatori la parziale apertura della Regione

La delibera della Regione Calabria, con la quale si dà un’elemosina sul carburante agricolo come contributo all’acquisto, e solo per quello acquistato da marzo a settembre 2026, non è il frutto del confronto istituzionale rivendicato da Coldiretti, ma l’effetto diretto ed esclusivo delle durissime mobilitazioni popolari che da giorni vedono centinaia di produttori e autotrasportatori presidiare la regione. Il Movimento Popolare Nazionale respinge con forza il tentativo dei vertici dell’organizzazione di categoria di salire sul carro dei parziali vincitori, intestandosi meriti inesistenti sulla pelle dei lavoratori in rivolta.

«Siamo veramente contenti per le parole del presidente di Coldiretti Franco Aceto, è stato bravissimo — dichiara con ironia Giancarlo Greco, tra i promotori del Movimento —. Meno male che è intervenuta Coldiretti e ha spinto la Regione a fare questa operazione. Meno male, la Regione ha messo i soldi sul tavolo. Ma per che cosa? Due soldi, una miseria buttata sul tavolo, e solo perché costretta dalla pressione degli “agricoltori veri”, dalla gente che ci ha messo la faccia, che ha lasciato le aziende e le famiglie per restare giorno e notte sulla strada». 

Il Movimento Popolare Nazionale contesta duramente questo atteggiamento e si rivolge direttamente al presidente di Coldiretti: «Presidente Aceto, per il rispetto dovuto a chi sta portando avanti questa battaglia, lei non doveva ringraziare la politica e le istituzioni per questa elemosina – affermano gli aderenti al Movimento –. Doveva invece ringraziare le persone dei presidi di Davoli, Spezzano, San Marco, Lamezia, Crotone e Cerchiara e tutti gli altri sparsi da nord a sud della Calabria. Coldiretti sventola la sua bandiera adesso, peraltro per un risultato parziale che non basterà a dare sollievo ai lavoratori. E in questi anni, in questi ultimi mesi, dove eravate? Di fronte a una crisi assolutamente prevedibile, solo ora parlate? Certo non potete affermare di avere lungimiranza. Capiamo tutto quello che volete, ma la vostra visione è che l’agricoltura in Calabria muore proprio per questo appiattimento nei confronti della politica. Se non vi sganciate e non guardate le cose per quello che sono, è inutile: non rappresentate gli agricoltori, i pescatori e le persone che lavorano la terra, avete solo comunicatori e portavoce. Ecco perché le persone si stanno allontanando dalle associazioni di categoria».

«Questa delibera sul gasolio non cancella lo stato di agitazione — concludono —. Fino a quando non arriveranno risposte strutturali e definitive su tutti i punti della vertenza nazionale, noi non faremo un solo passo indietro. Lo diciamo chiaramente all’assessore regionale e lo mandiamo a dire direttamente al Ministro a Roma: la mobilitazione non si ferma qui, date merito alle persone che stanno la notte a presidiare perché noi non ci fermiamo. Voi prendetevi i meriti, non fa niente: noi intanto continuiamo a presidiare le strade, perché così non si può andare avanti. Nel mondo ci sono quelli che fanno e quelli che si prendono i meriti, e noi stiamo con quelli che fanno». 

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