Evento conclusivo del "Grace Tour" sulla preziosa figura che affianca chi affronta il difficile percorso di una malattia oncologica
Palazzo Campanella ha ospitato l'evento conclusivo del Grace Tourcon la sesta edizione del "Grace Day", un appuntamento interamente dedicato alla figura del caregiver. Si tratta di un ruolo fondamentale, che ogni giorno affianca chi affronta il difficile percorso di una malattia oncologica, ma che necessita di maggiore ascolto, tutele e di una solida rete di supporto integrata e multidisciplinare.
L'iniziativa ha voluto dare voce a chi opera quotidianamente nell'ombra, evidenziando le numerose criticità legate all'assistenza a lungo termine. A sottolineare l'urgenza di affrontare questo tema è stata Lidia Papisca, Presidente dell'associazione Grace, spiegando come la scelta dell'argomento sia nata dal dialogo costante con le associate. "Abbiamo voluto fare in modo che questa sesta edizione del Grace Day si concentrasse su una tematica molto importante, emersa attraverso la comunicazione che abbiamo con le nostre associate, che sono tutte donne in patologia oncologica", ha precisato la Presidente.
Il caregiver è stato definito durante l'incontro come il "cuore invisibile della cura", una figura che troppo spesso viene trascurata dalle istituzioni nonostante gli enormi sacrifici personali. "Molto spesso non viene attenzionata questa figura per quanto riguarda le problematiche che ha nel sociale – ha dichiarato Papisca –, sono persone che mettono a rischio la loro quotidianità attraverso anche la perdita del lavoro per migliorare la qualità di vita del paziente".
Il carico psicologico che queste persone devono sopportare è infatti altissimo, tanto da sfociare frequentemente in situazioni di grave esaurimento. Papisca ha ricordato che "si va in crisi di burnout" a causa delle "tante difficoltà anche dal punto di vista emotivo che devono sopportare nel momento in cui la malattia diventa parte della famiglia". Se il paziente riesce a conservare una certa serenità durante il suo percorso, il merito è proprio di questa presenza costante, la quale richiede però un aiuto strutturato da parte dell'intera società. Il sostegno al malato, ha concluso la Presidente, "non è soltanto il supporto del caregiver dal punto di vista familiare, ma è sanitario e del volontariato, quindi bisogna attenzionare tantissimo questa tematica".