Un confronto che ha posto al centro anche le responsabilità e le criticità legate a una tecnologia destinata a incidere profondamente sulla comunicazione e sulla società
Il futuro della comunicazione, il rapporto tra immaginazione e linguaggio e le sfide dell’intelligenza artificiale al centro dell’incontro promosso all’Università della Calabria nell’ambito della ventesima edizione del Premio per la Cultura Mediterranea della Fondazione Carical.
L’appuntamento, dal titolo: "Tra parole, immagini e algoritmi. Nuovi linguaggi e nuove connessioni", ha riunito esponenti del mondo accademico, dell’innovazione e della cultura, anticipando la cerimonia conclusiva al Teatro Rendano.
Ai microfoni di ReggioTV, Dario Rondinella ha intervistato Gianni Pensabene, presidente della Fondazione Carical, Mario Bozzo, presidente del Premio per la Cultura Mediterranea, Pietro Scarpino di NTT DATA e Gianluigi Greco, rettore dell’Unical.
Pensabene ha evidenziato le potenzialità dell’intelligenza artificiale, richiamando però la necessità di un utilizzo consapevole: "Può costituire una grande opportunità e una grande speranza per la costruzione di un mondo migliore, ma bisogna utilizzare questo strumento con grande cautela".
Per Mario Bozzo, la sfida riguarda anche il ruolo della formazione: "La scuola non può fornire soltanto competenze professionali da spendere sul mercato del lavoro, ma deve anche educare, offrendo una formazione umana fatta di sentimenti, valori e ideali".
Sulla necessità di imparare a convivere con la tecnologia si è soffermato Pietro Scarpino: "Servono regole e principi. Non possiamo fare finta che non esista, ma dobbiamo utilizzarla al meglio. E l’unico modo per farlo è cominciare a reinventarci come persone".
Il rettore Gianluigi Greco ha infine sottolineato la tradizione dell’Unical nella ricerca sull’intelligenza artificiale, evidenziando come le competenze tecniche debbano essere accompagnate da una riflessione più ampia: "La tecnica da sola non basta. Questo è il messaggio della conferenza e della partnership con la Fondazione Carical.
Un confronto che ha posto al centro non soltanto le opportunità dell’intelligenza artificiale, ma anche le responsabilità e le criticità legate a una tecnologia destinata a incidere profondamente sulla comunicazione e sulla società.