Energia, il CNA sui costi insostenibili per imprese e famiglie
Il peso dell’energia torna a rappresentare una delle principali preoccupazioni per famiglie e imprese. Secondo le elaborazioni della CNA, nel 2026 il conto complessivo di benzina, gasolio, elettricità e gas potrebbe superare i 200 miliardi di euro, arrivando a circa 206 miliardi nell’ipotesi di prezzi finali medi superiori del 20% rispetto al 2025. Si tratterebbe di oltre 33 miliardi in più rispetto ai 172,5 miliardi stimati per lo scorso anno.
Uno scenario che preoccupa fortemente anche CNA Reggio Calabria, soprattutto per le ripercussioni sul tessuto delle micro e piccole imprese del territorio, già chiamate a confrontarsi con costi di gestione elevati e margini sempre più ridotti.
«Per le nostre imprese – dichiara Danilo Assumma, presidente di CNA Reggio Calabria – l’aumento del costo dell’energia non è un dato astratto, ma qualcosa che incide ogni giorno sulla possibilità di continuare a lavorare, investire e programmare il futuro. Pensiamo alle attività artigiane, ai laboratori, alle imprese della produzione, dell’alimentare, dei servizi e a tutte quelle realtà per le quali elettricità, gas e carburanti rappresentano una componente significativa dei costi aziendali. In un territorio come quello reggino, composto prevalentemente da micro e piccole imprese, ulteriori aumenti rischiano di tradursi in un freno alla competitività e agli investimenti».
I dati nazionali restituiscono con chiarezza la dimensione del problema. Per le famiglie l’incremento medio della spesa potrebbe superare i 500 euro all’anno, mentre per l’intera platea delle imprese l’aggravio medio potrebbe superare i 4.500 euro. Anche in uno scenario più contenuto, con un aumento del 10% dei prezzi finali medi di elettricità e gas e carburanti ai livelli attuali, la spesa complessiva raggiungerebbe circa 195 miliardi di euro. Con un incremento del 30%, invece, si arriverebbe a circa 217 miliardi.
Particolarmente significativo è il dato relativo ai carburanti: nei primi otto mesi del 2026 i volumi di gasolio per autotrazione sono diminuiti del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre la spesa è aumentata del 12,6%. Per la benzina, a fronte di un aumento dei volumi del 4,8%, la spesa è cresciuta del 9,6%.
«Per un territorio periferico come il nostro – prosegue Assumma – anche il costo della mobilità assume un peso particolare. Le imprese reggine devono sostenere quotidianamente costi di trasporto e spostamento che incidono sulla loro capacità di competere. Non possiamo permettere che il prezzo dell’energia diventi un ulteriore elemento di divario tra le imprese del Mezzogiorno e quelle che operano nelle aree economicamente e infrastrutturalmente più forti del Paese».
CNA chiede quindi che la riduzione dei prezzi dell’energia diventi una priorità della politica economica nazionale. Tra le proposte avanzate dalla Confederazione c’è l’istituzione, nella prossima legge di bilancio, di un fondo da un miliardo di euro l’anno dedicato ai piccoli impianti fotovoltaici per l’autoproduzione delle micro e piccole imprese, con l’obiettivo di ridurre i costi, diminuire l’esposizione alle oscillazioni dei mercati e favorire la transizione energetica.
«La transizione energetica – conclude il presidente Assumma – deve diventare un’opportunità concreta anche per le piccole imprese di Reggio Calabria. Sostenere l’autoproduzione significa consentire alle aziende di abbattere strutturalmente una parte dei propri costi e renderle più autonome. Non chiediamo misure emergenziali destinate a durare pochi mesi, ma una politica energetica capace di guardare al futuro e di mettere le micro e piccole imprese nelle condizioni di investire, crescere e creare occupazione anche nel nostro territorio».